Stinture

Interrompiamo la programmazione quotidiana per invadere questo servizio pubblico con l'esposizione di un problema privato al quale sarete invitati a dare una soluzione.
Un nostro comune amico, per difendere la sua privacy lo chiameremo P, è in genere un ottimo uomo di casa, per intenderci del tipo che fa i piatti di sua sponte ma non stira (è universalmente riconosciuto che il genere umano si scinde in due parti: chi stira e chi no. E tra chi stira bisogna poi distinguere chi stira TUTTO e chi stira solo l'essenziale).
Tornando a P, il nostro P ha avuto la malaccortezza di lavare un copriletto rosso insieme ad altri capi per lo più scuri ma che avevano (il passato è d'obbligo) delle parti bianche o più chiare. Bisogna precisare che il copriletto incriminato non è di un semplice rosso ma di un rosso così acceso che stinge soltanto a guardarlo, così rosso che a sfiorarlo anche soltanto  con la coda dell'occhio lascia una fastidiosa sfumatura rosa sull'iride che rimane per giorni e giorni.
Ora veniamo al punto: qualcuno di voi sa come togliere il rosso dai capi macchiati? E non si accettano soluzioni del tipo "comprane uno nuovo" ma qualcosa del tipo rimedi della nonna, soluzioni a base di latte di capra, sale tibetano e un goccio di Vim mescolati bene e poi filtrati attraverso un collant usato durante una notte di luna piena da una vergine albina, cose così insomma. 


Farfalloni

L’apprendistato è l’inizio - quei primi anni in cui si lavora a bottega, nel senso europeo del termine: gli anni in cui si è “apprendisti”. Tre o quattro anni.
Poi si diventa “viaggiatori”: si puo’ andare da un maestro all’altro a imparare trucchi e segreti.
(Josef Albers)

da http://www.abitare.it/highlights/basic-design/

Raccolto e condiviso da d.oriana



Compiti per tutti #2

Anche oggi vi tocca un compito danzereccio, state tutti bene attenti che poi interrogo...





Un'immagine ben chiara

"Ogni volta che mi reco da qualche parte per effettuare dei calcoli, durante la pausa mi sdraio sempre sul divano che trovo sul posto, ma è raro che ce ne sia uno comodo. La maggior parte sono comprati a caso, fabbricati malamente, e anche quelli che a prima vista sembrano di buona qualità e molto costosi, quando mi ci sdraio quasi sempre mi deludono. Chissà perché la gente non ci mette un po' di criterio quando compra un divano.
Sono convinto - ma forse è un pregiudizio da parte mia - che un divano rivela molto sul suo proprietario. Un divano costituisce un mondo compatto e inviolabile. Questa però è una cosa che possono capire soltanto le persone che sono cresciute sedendosi su buoni, comodi divani. Come si cresce leggendo buoni libri o ascoltando buona musica. Da divano comodo nasce divano comodo, da divano scomodo nasce divano scomodo. Così funzionano le cose.
Conosco gente che se ne va in giro su automobili di lusso ma a casa ha divani di seconda o terza categoria. Non ho nessuna fiducia in queste persone. Una macchina di lusso costa, d'accordo, ma in fin dei conti è soltanto un oggetto caro. Alla portata di chiunque abbia quattro soldi. Ma scegliere un buon divano richiede discernimento, esperienza e tutta una filosofia di vita. Non basta pagare per procurarsene uno, anche se i soldi sono necessari. Bisogna avere un'immagine ben chiara di come dev'essere fatto un divano."

Murakami Haruki, Il paese delle meravigie e la fine del mondo, Einaudi 2008, pp.49-50



Un pensiero al giorno #29

C'è solo una cosa che ha valore nell'arte: ciò che non puoi spiegare.

Georges Braque



Focolare domestico

Non so a voi, ma a me capita sempre più spesso che durante cene o ritrovi ameni tra amici a un certo punto ci si ritrova tutti davanti allo schermo di un computer collegato a Internet. Si va trascinati dai ricordi imperfetti: come si chiama il nanetto vestito di bianco di Fantasilandia? Il telefilm in cui c'era M. J. Fox si chiamava Genitori in bluejeans? E la mamma di MJF faceva l'architetto o il grafico? Qual è la ricetta originaria del Bloody Mary?
Mi sa tanto che se un tempo il focolare domestico, quello davanti al quale ci si riunisce per scambiare ricordi e pensieri, era il caminetto wrightiano, poi soppiantato dalla televisione, oggi è Google.


The architects

Xavier Veilhan lo conoscevamo più per il bellissimo studio (invidia allo stato puro) e la copertina degli Air che per le sue opere. In questi giorni tiene una sontuosa personale nientemeno che nella reggia di Versailles.
Uno dei pezzi forte della mostra è l'installazione The Architects. Le statue a grandezza naturale monocromatiche di Claude Parent, Richard Rogers, Norman Foster, Renzo Piano, Tadao Ando, Jean Nouvel, Anne Lacaton & Jean-Philippe Vassal, Kazuyo Sejima, Philippe Bona & Elisabeth Lemercier guardano dall'alto di piedistalli un po' sbilenchi i visitatori del giardino.





Un momento, ma com'è che Xavier non mi ha contattato?



Provincia malata

Il buon Hans conduce un'esistenza parallela in un paesino della provincia di Chieti che, come tanti paesini della provincia di Chieti, non esiste ma che sogna di esistere attraverso una pratica quotidiana fatta di custodi dell'universo, università rizomatiche e contesse che fanno panini. Anche se può sembrare che stia descrivendo un paese delle meraviglie, del quale il nostro Hans è l'Alice in stile Tim Burton con derive Joy Division, sappiate che è tutto vero e nulla di quello che ho scritto appartiene al regno dell'invenzione. Forse del sogno, ma non dell'invenzione.
In questo paese inesistente c'è un monumento recente che vale la pena di inserire nei libri di storia dell'arte futuri perchè prodromo di una ancora ignota corrente artistica che definiremmo "Neo-4 veli". Da notare la sapiente morbidezza del panneggio che ricorda i capolavori di Regina, ovvero i noti Rotoloni, per non parlare delle delicate nuances tipiche dello stile "Pozzi Ginori".
Non so chi sia l'autore ma forse è meglio che resti nell'anonimato, tanto per lasciare un vago senso di indeterminatezza ermeneutica, ma se siete dalle parti di Pescara o di Chieti una scappata la farei, giusto per apprezzare il monumento nel contesto in cui respira. Fatemi sapere, vi faccio accompagnare da Hans.

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Qualcuno sostiene che il riferimento culturale di partenza per l'artista dei 4-veli sia questo http://www.hausmodernliving.com/ProductDetail.cfm?ItemID=177 ma mi sembra troppo sofisticato.



Compiti per tutti

Allora, ascoltate bene: il compito per tutti, e dico tutti, oggi è imparare a fare l'onda.




Vedo cose, incontro gente...

Qualche annuncio per curiosi e interessati.
Anche se abbiamo una passione conclamata per il No!Design, il design ci piace e per questo ci incuriosisce la mostra di oggetti progettati da Dezign Studio che si tiene a Pescara fino al 24 presso la Maison della Moda "Emanuela Cavallaro" in Via Regina Margherita, 70.
Il titolo è intrigante, "design km0", un po' come i prodotti ortofrutticoli o i formaggi dal produttore al consumatore, ma quando andremo a vedere ci faremo spiegare meglio dal suo ideatore Angelo Bucci cosa c'è dietro questa idea. Per chi fosse interessato può scaricare il flyer.

Altra notizia.
Si aprono le iscrizioni per il workshop internazionale "Pescara: Metro-Borghi" rivolto a studenti e neolaureati. Di tutto rilievo i docenti invitati e per avere un'idea dei partecipanti scaricatevi le info. Dietro l'idea ci sono gli infaticabili e inarrestabili menti del CAP, il Comitato Abruzzese per il Paesaggio.





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