Seppia #31

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Il nostro amato seppiografo ha colpito ancora. Complice l'estate è tornato ad agire a Pescara.
Luogo: sottopasso tra via A. De Gasperi e via Gran Sasso, Pescara.
Descrizione: seppiona arancione con outline nero e classico orientamento a sinistra.
Firma "int 55 A 4 © A cc".
Mappa



Storia sfocata con biscotti

… avevo caldo martedì scorso, un caldo determinato dal sole inaspettato e dai miei strati di vestiti neri … t-shirt nera, pullover nero, giacca nera, borsa bianca … alle 13.00 esatte decido di sedermi in un posto all’ombra, un “uomo nero” con una borsa bianca seduto all’ombra di un palazzetto liberty. Aggiungerei che non ero proprio il ritratto della felicità, a ripensarci ora direi che ero affranto e con lo sguardo un po’ perso.
Comunque ero seduto. Ero seduto e non facevo assolutamente caso a chi avevo vicino, anche perché non avevo nessuno vicino, e non facevo assolutamente caso a chi mi passava davanti o dietro. Ma il mio non fare caso alle persone era uno stato di coscienza che di lì a poco sarebbe cambiato … e non solo per quel martedì.

Mentre allenavo la mia vista a raggi X, cercando di guardare oltre la palazzina che avevo di fronte una figura sfocata attraversa il mio campo visivo e interrompe per un attimo i miei esercizi da supereroe … non contenta la figura sfocata decide di tornare sui suoi passi come se volesse provocare volontariamente una seconda interruzione dei miei raggi X.
La figura sfocata prende forma solo quando mi rivolge la parola:

figura sfocata: “mi scusi se la disturbo, potrei regalarle dei dolcetti?”

uomo nero: “come dice?”

figura non più sfocata: “sa … ho tanti biscotti a casa, me li porta mia nipote e vorrei regalarle alcuni dolcetti, posso?”

uomo nero: “la ringrazio, ma sono le 13.00, mi ero solo fermato un attimo e ora ho un appuntamento per pranzo”

signora anziana con pullover blu: “stia tranquillo non le farò perdere tempo, io abito proprio qui sopra salgo un secondo e arrivo”.

… io con lo sguardo insospettito e abituato a non farmi fermare per strada e non dare retta agli sconosciuti sono rimasto bloccato sul muretto, all’ombra, in attesa che signora-anziana-con-pullover-blu tornasse coi biscotti.

Dopo pochi minuti mi viene regalata una busta di plastica con il seguente contenuto:

1. Quattro biscotti.
2. Una busta di latte a lunga conservazione, aperta ma quasi piena.
3. Una tazza di vetro.
4. Tre tovagliolini di carta.

… una sola spiegazione: “… sa io sono anziana e ho molti biscotti, ma lei è giovane e i biscotti servono più a lei che a me”. Poi la signora anziana con il pullover blu torna ad essere una figura sfocata e io mi trasformo in un uomo nero con borsa bianca e busta di plastica bianca.

Dovete sapere che ho smesso di mangiare latte e biscotti all’età di cinque anni e da allora non ho più nemmeno lontanamente pensato di bere del latte ne, tanto meno, di inzupparci dentro dei biscotti.

Per due giorni non mi sono mai separato da quel sacchetto di plastica e dal suo contenuto, sono stato a pranzo, ho avuto una riunione di lavoro, ho fatto revisioni ad alcuni studenti, sono andato a cena e poi a dormire e di nuovo lavoro … senza mai lasciare quella busta. Ero solo in attesa di capire cosa farci.
E poi semplicemente l’ho aperta e ho mangiato il mio primo biscotto inzuppato nel latte … dopo trent’anni di astinenza.

Mi sono sentito come Harold Crick, il protagonista di Stranger than fiction.

Il latte non mi è piaciuto ma questa storia ha provocato in me almeno queste due reazioni visibili:

1. ho rivisto “Stranger than fiction” e mi sono divertito da morire.
2. ho capito che non tutte le sagome sfocate sono in realtà sfocate … alcune di loro hanno un pullover blu e dei biscotti da regalare. Image


Ufo e metereologia

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La mattina è sempre un piccolo shock. Guardo attraverso la grande finestra e vedo un ufo planare sul piatto e discontinuo paesaggio edilizio pescarese.
È il grande cilindro irregolare di Fuksas che in tutta la sua ostentazione atterra sulla città. Siccome si tratta del complesso Fater-De Cecco, mi piace immaginare che all'origine dell'idea progettuale ci sia una mezzamanica rigata appoggiata su un assorbente. Chissà.
Oramai guardo il cilindrone/mezzamanicascotta come si guardano le previsioni meteo del tg5.
Oggi le previsioni dicono: nuvoloso con brevi ma imbarazzanti cadute di stile.


Inadatto

Tutti chiedono: “Sarai contentissimo di essere nella nuova casa, vero?”
No.
Mi sento principalmente stanco e secondariamente inadatto. Stanco per il trasloco, inadatto perché sento di non essere all'altezza di una casa con due bagni, infissi decenti e acqua corrente a tutte le ore. Parlando in termini geek, il software non si è upgradato mentre l'hardware sì.


Scelte

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immagine via

La nuova casa è grande, fin troppo. Abituato a vivere in un micro spazio, qui si aprono distanze inimmaginabili. Per non parlare poi delle decisioni da prendere. Prima c'era solo un bagno e la scelta era obbligata, ora ce ne sono due (di cui uno decisamente superfluo) e la cosa mi destabilizza: di fronte alla doppia possibilità rimango bloccato come di fronte a un paradosso filosofico.


Mensole

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Riceviamo e riportiamo la segnalazione di Davidef per la ormai famosa rubrica NO!DESIGN.
"È un prototipo sensazionale di mensola reggi proiettore, posizionata accanto la porta del bagno maschile alla sinistra dell'Aula Rossa [della Facoltà di Architettura, Università degli Studi "G. d'Annunzio, Pescara, ndr], ma evidentemente si carica di significati altri, mistici! Da notare l'ardita soluzione statica!!!"


Una nuova casa

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“Una settimana sicuramente basterà per il trasloco, tanto ho poche cose da portare.”
Ho ragionato con leggerezza, dimenticando che in sette anni vissuti nella stessa casa si accumulano tante cose, troppe cose: libri, scarpe, pentole, bicchieri scompagnati, cd, tanti libri, tante scarpe, tanti cd.
Tenete conto, poi, che ogni scatolone riempito pieno zeppo, prima con ordine catalogatorio (libreria soggiorno-primo ripiano-raccolta design ) e poi alla rinfusa, è stato trasportato per quattro piani a piedi. Sono ottantasei gradini a salire e ottantasei a scendere, per un numero di volte di cui ho perso il conto.
Ecco, è esattamente dopo quattro rampe di scale con sulla testa una scatola di cartone, precedentemente contenente Ace gentile e ora un insieme imprecisato e caotico di posate, mutande e quaderni, che comprendi con agghiacciante lucidità l'esatta misura del tempo trascorso.
E non è una bella sensazione.


MAU BOX

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Udite, udite. È nata MAU BOX.
Cos'è? Venite tutti a scoprirlo in via Genova 42 a Pescara.


NO!DESIGN #24 | DIY physiotherapy

Quest'estate è stata dura... soprattutto per mio fratello C. che dopo un incidente in scooter si è dovuto sorbire 2 mesi di braccio bloccato con un tutore (causa scapola + clavicola + 4 costole rotte) e conseguenti magnetoterapia, fisioterapia, riabilitazioni varie.
E' arrivato in aiuto il solito L., mago del NO!DESIGN (ve la ricordate l'acqua fatta?!?! ) che ha fabbricato in quattro e quattr'otto l'attrezzo ginnico specifico che segue:


Autore: mio papà L.
Consulenti: io e mio fratello C.
- gancio in acciaio inox sagomato
- carrucola vintage (da barca a vela fine '800 del nonno)
- pezzi di tubo in pvc telato
- fune
- fascette da elettricista




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