il goccione

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altro che sudoku!
un nuovo gioco spopola tra le scrivanie dello studio e presto vi coinvolgerà!

requisiti minimi: un tavolo da lavoro standard (computer, mouse, fogli, penne, bottiglia d'acqua)

nei momenti di annebbiamento o di panico da foglio bianco o di sovraccarico di informazioni scolatevi la bottiglia d'acqua che tenete alla vostra destra, dentro la bottiglia dovranno rimanere solo tante goccioline sparse.

svolgimento: scegliete una goccia fra le tante, quella più grande. iniziate a muovere la bottiglia lentamente, molto lentamente, facendo in modo che la goccia prescelta man mano vada ad inglobare tutte le goccioline residue.

obiettivo: fare un unico enorme goccione dalle tante goccine...rilassamento assicurato, provate, non ve ne pentirete.

effetti collaterali: pipì.




Sicurezza sul cantiere fai-da-te #2

Sono appena tornato dal cantiere, e avevo pensato di fare un post con questo nome per approfondire la creatività degli operai in cantiere in fatto di sicurezza... ma poi ho pensato che equivarrebbe a una autodenuncia, quindi desisto dal narrare i particolari...
L'unica cosa che dico è che quando sono arrivato e ho visto operai daperrtutto, operosi come formichine in qualunque anfratto del cantiere, dal più riparato al più pericoloso sono rimasto impietrito dalla loro completa indifferenza nei confronti della LORO sicurezza... non per quella degli altri... e dire che di cantierei ne ho visto qualcuno, ma quando la responsabilità è tua, è tutto diverso...
Alla fine invece di richiamare inutilmente tutti ai dettami del piano di sicurezza e farmi deridere per questo (e soprattutto perdere completamente la credibilità...), sono passato in chiesa a investire cinque minuti del mio tempo...




assenteismo

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Capisco l'esigenza di trovare qualche momento di rilassatezza durante il turno di lavoro e che per non incappare nelle ire dei superiori sia necessario escogitare qualche escamotage, ma questo mi sembra alla pari di chi dormiva in aula con gli occhiali con su disegnati gli occhi aperti... con l'aggiunta, per di più, di un "velato" priapismo di cui non faccio mensione...




standuing Vs sitting

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Ieri sera sono stato con toyo (nella foto in alto a destra con la camicia chiara) tutta la sera.
Abbiamo parlato di lavoro, abbiamo mangiato greco, abbiamo passeggiato e siamo stati sul tra_sponde.
Avendo indelicatamente mancato l'inaugurazione (per cui mi scuso con denise e peter) per andare in biennale (col senno del poi la mia scelta sarebbe stata senza ombra del dubbio un'altra...), "dovevo" farci un giro quanto prima.
Nei due giri fatti (la riflessione necessita di tempo) con toyo ho provato sia la configurazione sitting che quella standing con risultati ben diversi:
sitting: piacevole. Il viaggio sembra una traversata su un vaporetto veneziano, ma di classe, senza trambusto. La prospettiva è inconsueta: il ponte risorgimento (credo sia questo il nome...) dal basso e così vicino non l'avevo mai visto.
standing: divertente. Consiglio vivamente la variante con il gomito sinistro (o destro per i mancini) appoggiato all'elegante parapetto in metallo.
Il traggitto mi ha fatto immedesimare in uno skipper su una barca a vela che lentamente rientra nel porto: la delicata curva che disegna l'imbarcazione (spero che non sia inadeguato il termine) sul filo dell'acqua inizialmente dà l'idea che il trasponde non colleghi le sponde del fiume ma quelle dell'adriatico, salvo poi rientrare e come in una metafora della vita farci accarezzare un sogno e poi farci tornare alla realtà, lasciando non l'amarezza del sogno mancato, ma la felicità di aver sognato.

sogno demolito in un istante dalla signorina fighetta con l'infradito dorato e il fidanzato lampadato che chiede al conducente: "scusi, la barca che giro fa?"




Archi-fashion victim

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Questo è il must della biennale 2006, la borsa del padiglione inglese, però le più ricercate sono quella della Danimarca, ormai introvabile, quella del padiglione sudcoreano e qualla dell'islanda.
Si cercano esemplari ancora in circolazione, ottima ricompensa o scambio.



Sicurezza sul cantiere fai-da-te

Ci rompono tanto le scatole con la sicurezza sul cantiere, i sistemi di recinzione e cose così e poi scopri che la tua bici è stata inglobata in una recinzione!!!
Però devo dire che ho apprezzato l'ingegno e anche una certa fantasia, non è da tutti, vorrei proprio conoscere il direttore del cantiere per fargli i complimenti.
E comunque ho lasciato il segno: le impronte delle mie scarpe e del copertone della ruota della bici ben impressi nel cemento fresco.
Image Image Foto per gentile concessione di C. F (ti devo uno spritz!)


La Biennale dell'architettura (che non c'è)

Dopo un tour de force massacrante oltre la stanchezza rimane poco addosso. In generale l'impressione è che in quest'ultima biennale si sia dimenticata l'architettura: molte installazioni, video, performance (vedi l'"occupazione" del padiglione francese), statistiche e diagrammi ma pochissime, e quasi nascoste, architetture.
Mi viene il dubbio che di fronte ai gravi problemi che rendono le nostre città invivibili l'Architettura si sia dichiarata sconfitta. Non ci sono risposte concrete, solo parole e fumo negli occhi. Che poi ci sia anche un grande senso di colpa mi sembra innegabile. L'Architettura, dove c'era, ha accettato collusioni pericolose con politica e costruttori. Allora è meglio far finta di niente e proporre qualche video, che tanto nessuno avrà la forza di guardare. Ma veniamo alla mia personale classifica.
Padiglione migliore:
nessuno mi sembra che brilli in modo particolare, segnalerei quelli più divertenti, Germania (cercate tra i cassetti quelli che regalano caramelle e leccalecca!), Canada (fatevi un giro sulle bici, i video sono belli e surreali), Inghilterra, Spagna (anche se sembra di entrare in un negozio di Benetton), Belgio (ricorda il gioco degli specchi al luna park) .
Padiglione sprecato
America. Bellissima la parte relativa alla devastazione, latitante sugli errori politici, leccati e irritanti i progetti presentati come risposte dell'architettura.
Padiglione inutile
Tutta la pippa sulle città del mondo. Statistiche, foto satellitari, grandi slogan e poi? Le città sono troppo popolate e ci sono gravi problemi legati alla mobilità, all'inquinamento e alla sicurezza: che NOVITAAA! Dove sono le proposte, le architetture? Boh!
Padiglione da abbattere
Le città di pietra. La retorica fatta progetto, un'idea falsa e distorta di mediterraneità e, soprattutto, un catalogo di progetti per Punta Perotti che fa rimpiangere gli eco-mostri. Complimenti, siete riusciti ancora una volta a farmi vergognare di essere architetto!
Padiglione per riflettere
Purinopoli. Mettendo da parte la facile accusa di puro autocompiacimento e autoreferenzialità, potrebbe servire ad aprire un dibattito sulle potenzialità, ma anche colpe e gravi mancanze, del progetto d'architettura oggi in Italia.

E voi cosa ne dite?



Il gran ballo dell'architettura

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Come ogni due anni si apre in una città di favola il gran ballo dell'architettura. Principi, re, regine e cavalieri sono tutti in fibrillazione per l'evento.
Tutti a prepararsi, farsi belli e intriganti, precisi ed eleganti, raffinati e luccicanti. Tutti a spolverarsi di dosso la polvere dei cantieri, a schiodare i deretani dalle scrivanie e a distogliere per una giornata gli occhi da autocad.
Ognuno vuole presentarsi al meglio e sogna un finale alla cenerentola: chissà che si trovi un partner imprenditore, un mentore protettivo o un sodalizio costruttivo. Male che vada si potrà parlare dell'allestimento migliore, del progetto più innovativo, di chi c'era e di chi no.
Tutti a imbellettare lessico e parole: via condono, DIA, sopraelevazione e visura catastale e vai con ibridazione, posminimalismo, spazi interstiziali e partiture estetiche.
Tutti a mettere in soffitta ristrutturazioni e speculazioni residenziali e a mettere in mostra blob traslucidi, torri aerodinamiche e aeroporti futuristici.
Una ripassata agli ultimi Domus, un vecchio Any e qualche Frame sotto mano e poi via al ballo.
Ma c'è un quesito che attanaglia tutti: per essere veramente cool e trendy si dovrà seguire il total black fuksiano o il prada-fino-alla-mutanda?


Casalinghi Italiani Unitevi!

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Finalmente ho trovato il sito che rende giustizia a noi poveri e ridicolizzati uomini di casa: Asuc, che sta per Associazione Uomini Casalinghi.
Già nella prima pagina si spiega che da recenti indagini statistiche risulta che ben il 93% di uomini italiani danno una mano in casa e che sempre di più sono gli uomini che per necessità (vedi single con scarsi budget - io- ) o virtù (sana e solidale divisione dei compiti e lavori in famiglia) si occupano di faccende domestiche.
Addirittura hanno organizzato un ''Master in home management" che per le materie che insegna fa ridere ma che mi permette di risolvere un mio personale e annoso problema terminologico.
Mi ha sempre infastidito il fatto che quando qualcuno (soprattutto qualcuna) viene a sapere che so e mi piace cucinare mi apostrofa con frasi del tipo "che brava massaia" come se per cucinare e gestire una casa è necessario essere donna e per di più massaia, termine bruttissimo che se usato al maschile - massaio- si riferisce alla gestione (oculata e saggia scrive il De Mauro) dei beni ma non necessariamente della casa.
Insomma c'è un problema terminologico e culturale legato alla definizione di "uomo che gestisce la casa": casalingo fa ridere, massaio non è corretto, home manager mi sembra perfetto!
A parte tutto il sito è una miniera di informazioni utili, da come si candeggiano i capi di cotone, a come si stende o si fa lo spolvero. Il tutto con la tipica attitudine maschile al tecnicismo, ovvero la tendenza degli uomini a ritenere candidamente che qualsiasi problema, dal buco dell'ozono alle macchie di caffè, si risolve con la tecnica e gli strumenti adatti. Attitudine che definirei “sindrome di Rambo”.
Avete mai notato come nei film americani d’azione il momento topico consiste nella fase in cui l’eroe si prepara al combattimento armandosi di coltelli, pistole, fucili, mitragliatrici, bazooka e granate? Gli uomini, generalmente, di fronte a queste scene godono. La stessa cosa fa l’uomo che si appresta a fare le pulizie con spruzzino, pezza, mocio e secchio.
E poi ci sono un sacco di notizie interessanti, almeno per gli uomini (e qui mi attirerò le inevitabili critiche): quale donna sarebbe mai interessata a conoscere storia, componenti chimiche, e metodologie produttive della liscivia?


Continua il mistero di Castel del Monte

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Si infittisce il mistero legato a Castel del Monte. Strani simboli sono racchiusi tra le mura.
A voi questa immagine non ricorda il robot Bender di Futurama?
Se si, si apre un'inquitante ipotesi: Federico II già vedeva i cartoni animati!



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