Una serata ad Ancona

Non so descrivervi il piacere che si prova stando sul molo del Lazzaretto quando si guarda, da un lato, il porto con quei due strani disegni di Blu e Ericailcane che decorano i silos in lontananza, e dall’altro la città tutta sparsa e compressa sulle colline. Aggiungete come sottofondo musicale le melodie malinconiche  di musica klezmer, il baretto che inizia a popolarsi, un bicchiere di spumante in mano e la voglia di andare a scoprire di persona le facce nascoste di una Ancona vista attraverso le foto della mostra. Perché Ancona ha questo di strano, ogni volta rivela qualcosa di nuovo e inaspettato, come se ti dovessi conquistare poco alla volta la sua fiducia per poterla conoscere meglio. 





ps. Agli amanti della street art: imperdibile il murales di WK realizzato  per il festival PopUp! 2009.





L'uomo che sussurrava alle biciclette

- "Perchè devi sapere che per fare questo lavoro ci vuole LA PASSIONE."
- "Certo, sì."
- "Io, prima di aprire mi faccio mi faccio due ore sudate."
- "Quando c'è la passione..."
- "Perchè io ci parlo... Me le sogno anche la notte."
- "mmmm"
- "Quando sto sotto sforzo o mi sento stanco, la incito, mi fa forza..."
- "Allora anch'io devo parlarci. Ma, come si chiama?"
- "Arturo."

Ed è, quindi, com immenso piacere che vi presento: Arturo.
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Mostre da vedere, cose da fare

Un po' di informazioni per chi si trovasse questo fine settimana tra l'Abruzzo e le Marche.
Ad Ancona si apre il festival internazionale Adriatico Mediterraneo 2009. Il calendario è ricchissimo di interventi e personaggi, il nostro consiglio è di non perdere la mostra fotografica con foto di Corrado Maggi e racconti di Luca Pieralisi Ancona 2009, città di confine che si tiene alla Mole vanvitelliana a partire da sabato 29 agosto.

A chieti, invece, oggi si apre la mostra DISEMBEDDED Terremoto Invisibile, presso il Museo Archeologico La Civitella di Chieti.
Dei 12 artisti coinvolti, in particolare, siamo curiosi di vedere l'opera di Andrea Biagioni di cui abbiamo apprezzato in passato le videoanimazioni presentate a Roma per l'evento di Tevereterno.



Strategie promozionali per bagnanti

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Visto sul lungomare di Pescara all'altezza delle Naiadi.



Si ritorna a lavoro!

Oggi si riprende a lavorare. Con calma, gradualmente, che sennò il fisico ne risente. Non si può certo passare dalla paralisi cerebrale all'iperattività computer-telefono-mail così di botto. E poi qui la gente è ancora in vacanza e non sta bene camminare computer in spalla e colorito cadaverico affianco al bagnante appena uscito dal mare con tanto di salsedine e sabbia incollata ai sandali. Per il resto questi sono stati giorni di fancazzismo massacrante, ma talmente massacrante che mi sono quasi divertito a legge i 490 messaggi di spam che oggi ho trovato nella posta.
In sintesi la mia estate è stata:
sudoku a manetta (l'ho scoperto solo ora col mio solito tempismo)
minimo 16 ore di sonno giornaliero
fake-spritz anche a colazione (la ricetta è un segreto)
tutte e due le serie di Boris con ripasso delle battute migliori
ripasso veloce di tutto Carver (seguito da depressione cosmica combattuta a colpi di fake-spritz)
pile di riviste  di architettura tenute sul comodino e rimaste intonse (chissà come mai... )
E voi? raccontatemi la vostra estate.






Stato di calamità naturale e democratica


Quando guardo le foto del centro storico di L’Aquila mi vengono in mente immagini di guerra. Questa volta le bombe non sono state scaricate dal cielo ma dal sottosuolo. È come se la città fosse stata bombardata dal basso invece che dall’alto. L’Aquila è un città rasa al suolo da bombe “ignoranti”: ignoranti delle più normali leggi del costruire, delle strutture geomorfologiche di un territorio instabile.
L’Aquila, come tutte le città in macerie, è una città occupata, una città espugnata e posseduta da forze aliene che, come sempre, agiscono solo e soltanto per il bene degli occupati. Facendo l’autostrada sono comparsi strani cartelli che si sono sovrapposti alla normale segnaletica stradale e indicano una segnaletica militare. Tutto il territorio sembra essere diventato uno stato indipendente, uno Stato del Vaticano del Terremoto, gestito da forze militari. Ma chi ha deciso che gli aiuti dovessero essere gestiti da forze militarizzate? Chi ha deciso che un evento sismico decreti la fine dei diritti civili? Chi ha stabilito che le popolazioni residenti debbano solo accettare, o meglio subire passivamente, le decisioni poste da un governo dell’emergenza in mano a pochi oligarchi militarizzati?
Da quando la protezione della protezione civile si trasforma in atti coercitivi, intimidatori e per niente trasparenti, volti a rinforzare ed esaltare le gesta “eroiche” di presidenti del consiglio improvvisati direttori di cantiere?
Forse è il momento di dire: “Grazie dell’immenso e meraviglioso aiuto che ci avete fornito ma ora vorremmo decidere anche noi del futuro della nostra città e del nostro territorio. Con fatica, con dolore, tra le mille e infinite difficoltà che inevitabilmente ci saranno, dateci la possibilità di ricominciare a vivere una vita che si possa definire civile, a partire dalle condizioni materiali, tende, case prefabbricate o condomini su piastre, lavoro, fino a quei diritti democratici che pensavamo appartenessero a tutti i cittadini italiani.”
Per capire di cosa sto parlando, guardate questo video.



ps. La cosa che mi ha colpito è l'evidente affermazione ossimorica dell'agente della Digos quando afferma: "Qua quello che bisogna fare lo decidiamo noi. Ok? Siamo d'accordo?" cioè, se decidi solo tu che mi chiedi a fare se sono d'accordo? Essere d'accordo implica uno scambio di vedute, il raggiungimento di un compromesso, la selezione tra opzioni, se la decisione è imposta non ci può essere accordo. Ma è risaputo che gli agenti della digos (che poi non so se sia effettivamente della digos o altra agenzia) non siano proprio dei raffinati sofisti.

Per essere aggiornati e avere un punto di vista diverso da quello degli organi di stampa ufficiali seguite le notizie su 3e32.


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