
Nei polverosi archivi della soprintendenza siamo riusciti a trovare una delle ipotesi per Castel del Monte che furono scartate da Federico II perchè, a quanto pare, non c'era nemmeno una bifora...

Sulle origini del castello di Federico II a Castel del Monte
sono state scritte montagne di pagine: luogo magico, catalizzatore di forze
cosmiche, centro esoterico, osservatorio astronomico, astronave aliena e
nascondiglio del santo graal. Tutte cazzate. La verità è un’altra e
lapalissiana nella sua evidenza: è il luogo perfetto per dormire.
L'imperdonabile ritardo nel rendicontare l'avvenuta visita al Pecora Nait già tradisce la non completa soddisfazione.
Certo, la pecara alla callara è pur sempre la pecora alla callara, ma mangiata su una panca traballante, con piatti di carta e forchette che cedevano miseramente sotto i miei colpi vigorosi ...
E poi per quale ragione disturbare il fiero pasto con musica assordante (e mal mixata) di qualche giovane di buona volontà ma di poca esperienza?
Per non parlare del teatro dialettale... per me assolutamente insopportabile: nell'80% dei casi, se non più, è solo una espressione volgare di una tradizione linguistica e culturale che più passa il tempo e più mi sembra perduta. Non basta usare termini che suscitano l'ilarità generale per fare teatro dialettale. Non basta un ma chi sctì ddì (ma cosa dici) o un ma vatt'a 'mbenn (ma vatti a impiccare) o un sctà svrevugnate (questa svergognata) per portare avanti la tradizione abruzzese.
Mi spiace dirlo, ma il dialetto vero è aulico: non è l'insieme sregolato di varianti e declinazioni locali, l'ammasso di forme e modi di dire di campagna, ma una lingua vera e propria, con una sua grammatica e una sua terminologia. Certo, la terminologia può avere varianti locali, ma se la frissora si chiama frissora, non puoi chiamarla la tiella... è un'altra cosa...
Insomma, non è la parlata del cafone e non può essere ridotta a questi minimi termini.
Il dialetto è una cosa seria.
Almeno quanto cacio e ove...
L'orologio segna l'una di notte.
Tadao e norman, con rispettive fidanzata e moglie, si avviano verso l'auto.
Nella destra rispettivamente un cartonato da tre litri di merlot e una busta con una varietà insolita di gadget.
Nella sinistra, sempre rispettivamente, una confezione da tre bottiglie di trebbiano cerasuolo e montepulciano della linea collezione e una confezione di vino da due bottiglie, mediamente pregiate.
Norman mi ha anche confessato che non ha più spazio in casa per riporre tutte le bottiglie che andiamo comprando...
La moglie di norman porta una busta con le pietanze non consumate della cena da portare via in comodi contenitori di plastica trasparente, e tadaa le nostre buste di gadget e porchetta inscatolata.
Un'altra sagra è terminata.
Era "Tarallucci e Vino", a Casalbordino, nella azienda vinicola di cui il mio carissimo amico A. è socio (architetto, con la moglie architetto... hanno anche uno studio di progettazione, ma credo che abbiano capito tutto della vita...). Ed è proprio il sentitissimo dovere di ospitalità di lui che ha consentito a me e norman di abusare dei nostri apparati digerenti, perchè nonostante fossimo arrivati alle 22:30, quando le famossissime polpettine erano ahimè già finite, A. ha fatto ricucinare una abbondante porzione di una ottima pasta fatta a mano, con il sugo di cinghiale. A quel punto, nonostante avessimo già cenato (anche se leggero), potevamo dire di no?
Spero di non rimanere schiavo del personaggio...
In ogni caso ci sentiamo il prossimo week end, per la PECORA NAIT, geniale evento enogastronomico a base di pecora e suoi derivati (costolette, arrosticini, pecorini vari, etc.) che si svolge a Penne dal 17 al 21 c.m.
Per ora. BUON FERRAGOSTO A TUTTI!!!

La parafrasi del capolavoro di Sergio Leone mi sembra pertinente, perche muoversi tra mobilifici e mobilieri è pericoloso tanto quanto il far west. Certo, non si rischia la vita, ma la salute si.
La saga del cambio della cucina a casa dei miei è cominciata, come chi segue il blog sa, circa due mesi or sono. Da allora preventivi, modifiche, accessori, essenze, materiali sintetici di ultima e penultima generazione, chiamate di sollecito e lunghissime navigazioni su internet sono state la più intensa distrazione dal mio lavoro e dalla mia tesi di dottorato degli ultimi tre anni.
Ho trovato anche altre tipologie di venditori di mobili (oltre alla tata e al sommelier), ma mi voglio soffermare solo su una, perchè credo che raccontandovi di questa mia riflessione, maturo un po' di responsabilità sociale.

Come in tutte le radio che si rispettino, ci vogliono le dediche.
La canzone è august day song, di bebel gilberto (in tutte le quattro versioni) con questo messaggio:
alla mia tadaa, nel giorno del suo compleanno, con infinito amore e gratitudine.
tadao
