Dell’inutilità dell’architetto

L’altra sera eravamo a cena con una coppia di neosposi e chiacchieravamo del più e del meno come si fa mentre si sta a una sagra dell’arancino ai pistacchi e si guarda dall’alto una vallata dal clima tropicale punteggiata di luci fino all’Adriatico.
Ovviamente, come sempre accade quando si è in compagnia di architetti, è saltata fuori la classica frase “Aaah, ma allora siete architetti” detta con quel tono di voce che precede una delle seguenti domande:
1. “Avrei una veranda che vorrei schermare ma non so che tipo di tende utilizzare: mi piacerebbero delle tende in lamè dorato con decori di palme egiziane ma non so se si abbinano con la scarpiera grigia del mercatone. Voi che mi consigliate?”
2. “Devo ristrutturare un capannone industriale di 3000 mq, se ti faccio la piantina sul tovagliolo domani mi fai trovare il progetto esecutivo?”
3. “Dici che ci sono problemi se apro una nuova finestra nella parete del soggiorno? Devo proprio chiamare un’impresa? No, perché il cugino del fratello della sciampista che lavora dalla parruchiera di mia nonna fa l’elettricista nei fine settimana e mi darebbe una mano...”
Nel caso in questione, invece, questa coppietta ci ha raccontato di come hanno ristrutturato casa “nonostante” si fossero rivolti a un architetto che in realtà, come ci ha tenuto a sottolineare lei, era un geometra millantatore.
Riporto la storia in breve. Stanno per sposarsi e decidono di ristrutturare la vecchia casa della nonna. Con la pianta vanno da questo millantante architetto per farsi fare un progetto. Tra l’altro è stato consigliato loro da amici, si tratta di un architetto che va per la maggiore in città. Sono pieni di idee e hanno gusti ben precisi, si aspettano di ricevere un progetto che li soddisfi. Passano le settimane e l’architetto non si fa sentire. Lo vanno a trovare e scoprono che non ha mai messo matita sulle piante. Riprovano più di una volta, l’”architetto” si scusa ma è troppo impegnato sui cantieri. Allora, sbirciano lo schermo del pc e chiedono con fare innocente:
“Che programma è questo?”
“Archicad”
“Bene, grazie e arrivederci, Ci faremo vivi noi”
I nostri due intraprendenti la sera stessa scaricano la versione pirata di Archicad e iniziano a farsi da soli il progetto della loro casa.
“Siamo stati a impazzire per un bel po’ di sere dopo cena ma siamo riusciti a fare il progetto della casa esattamente come volevamo. Comunque, la cosa che ci ha fatto penare di più è stato il settaggio delle luci per i rendering. Alla fine siamo tornati dall’”architetto” con le stampe del nostro progetto e ci ha fatto anche i complimenti.”
Ora, muoio dalla curiosità di vedere la loro casa, che a detta di tutti quelli che l’hanno vista “sembra fatta da un architetto”, ma soprattutto vorrei studiare i disegni e i rendering che hanno prodotto. Perché, fin quando si tratta di tirar su una casa abusiva di tre piani, tutti sono capaci, ma se iniziano anche a disegnare in Autocad e a fare i rendering con V-Ray allora siamo proprio finiti.



Alla c.a. di We are social

gentile We are social,
vi ringrazio per avermi mandato l'invito a partecipare alla campagna Thinking Spaces e faccio i complimenti per il bellissimo sito con tanto di interazione 3d e foto stilose in bw.
Prima di rispondere all'invito vorrei porre alcune domande relative alla campagna pubblicitaria.
  1. Chi è il committente: l'Economist o Spotify? Dal sito non si capisce il perchè di tutta questa importanza data a Spotify rispetto ad altre forme di ascolto in rete di musica e il ripresentarsi continuo di questo nome sia nel sito che nelle domande a cui invitate a rispondere mi fa sorgere il dubbio che a beneficiare di questa campagna sia proprio Daniel Ek (fondatore e CEO di Spotify).
  2. qual è l'obiettivo dell'Economist? farsi conoscere tra i blogger europei? Creare un ambiente in cui condividere questa idea di Thinking Spaces? Allora perchè non permettere a chiunque di far vedere i propri "spazi per pensare" senza limitarsi a un ipotetico e futuro "inserimento" nel sito?
Mi sembra che la volontà di aprire ai media sociali di questa campagna alla fine non sia così "social" perchè in realtà è unidirezionale e gestita in toto da Economist e l'effetto finale potrebbe essere addirittura controproducente.
Un'ultima considerazione: l'interfccia 3d è stupefacente ma era necessaria tutta questa "esposizione muscolare"? Da quali considerazioni è nata questa scelta tecnologica rispetto ad altre meno avanguardistiche ma più aperte alla condivisione?

Ringrazio per la pazienza che avrete nel leggere questa mail e spero di ricevere le risposte ai dubbi di quel blogger sempliciotto che mi ritengo di essere.

un saluto rem


Turisti a 4 zampe 2.0

Basta con questo clima di cinico disprezzo per il lavoro degli altri.
Basta con queste critiche supponenti nei confronti delle opere dei nostri politicanti.
Basta con lo snobbismo di sinistra che guarda schifato alle fatiche di questo governo.
Mi sono annoiato, ora voglio dare il mio contributo affinchè ci sia un miglioramento dell'umana esistenza secondo lo spirito di condivisione e aiuto reciproco caro ai padri fondatori di Internet.
Per questo, invece di ridere a crepapelle del portale elaborato dal ministro Brambilla, ho deciso di proporre qualcosa di costruttivo, voglio donare un nuovo banner per il sito che risponda più da vicino alla vision contenuta nel nome "Turisti a 4 zampe".
Sono solo indeciso se inviarlo al ministero del turismo oppure direttamente a Bertolaso, tanto è lui che decide tutto in Italia, quindi non mi stupirei se il layout del sito dovesse ottenere prima l'ok della protezione civile.
Che ne dite, non è un chiaro miglioramento rispetto a quello scialbissimo attuale?

Clicca per ingrandire e apprezzare al massimo della definizione.
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Turisti a 4 zampe

Dopo quel gran capolavoro del portale Italia.it, la Brambilla ha messo a segno un altro dei suoi colpi geniali. Si sa che la ministra (ma de cchè! per favore... ) più che gli umani predilige gli animali, in particolare i cani (forse perchè sono daltonici e non ridono quando la guardano con quell'assurda parrucca che manco Milva porterebbe) e ha ben pensato di far realizzare un sito a loro dedicato. In generale si direbbe che sia stato anche progettato e realizzato da dei cani, ma qui non voglio sbilanciarmi perchè se mai un cane sapesse usare Dreamweaver penso che produrrebbe qualcosa di sensazionale.
Immagino anche che la MVB abbia pensantemente collaborato al progetto del sito altrimenti non si spiegherebbero i richiami a immagini edulcorate e infantili (da asilo nido per intenderci) di animali di tutti tipi che campeggiano in ogni dove, per non parlare del delirio di onnipotenza che si intuisce dietro la sua onnipresente faccia di totano in casseruola. Ma dove si è visto che la faccia di un ministro debba essere presente in ogni pagina di un sito, cos'è uno spot promozionale della Royal Canin o un sito istituzionale, come farebbero pensare tutti quei loghi in basso?
E in tutto questo chi pensa a quelle povere creature che sono state costrette a posare tra le braccia di quel boa constrictor di MVB?
Per dar voce alle loro sofferenze provate a scrivere cosa passa per la mente di questo indifeso essere peloso (quello a pelo chiaro, non quello a pelo rosso... )

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L'architetto Albert Speer



Inserendo la figura di Albert Speer all'interno della sezione Architetti in libreria so di commettere una forzatura. Il brano che riporto di seguito è tratto da Le Benevole di Jonathan Littell, uno dei libri più duri e ossessivi che abbia letto. Il libro narra, in prima persona, le vicende di Max Aue, ufficiale delle SS poi rifugiato in Francia sotto falso nome a vivere come comune imprenditore di una fabbrica di merletti. Max Aue descrive l'"architetto Speer" quando è già diventato "ministro agli armamenti e alla produzione bellica", un ruolo decisivo all'interno del Reich e della sua politica belligerante successiva al '42.
La cosa che colpisce in Speer, più volte sottolineata nel libro, è la sua straordinaria efficienza di manager, efficienza che già aveva dimostrato come architetto di regime e che poi, dopo l'improvvisa e misteriosa morte di Fritz Todt, gli valse la nomina di Ministro del Reich senza che, in precedenza, avesse mai avuto esperienze nel campo della produzione industriale. Un "architetto" efficiente, con grandi capacità organizzative, amorale, pronto a reclutare nelle proprie industrie prigionieri-schiavi pur di raggiungere gli obiettivi di produzione.

"Il Reichminister Speer arrivò un po’ in ritardo.


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Seppia #39

Il lunedì a Milano è giorno di chiusura settimanale dei negozi e delle mostre. Per fortuna che ce n'è uno, così dalla serranda abbassata può srotolarsi questa seppia orizzontale firmata dal trio Awer/Kunos/ShineRoyal. Nata nel 2008 per l'inaugurazione della Galleria Tortona 20 e ben riposta in questo spazio privato ma visibile al pubblico, questa seppia è al riparo dall'eventuale idea del Comune di continuare a cancellare graffiti sui muri della città. A rischiarare il passaggio tra gli abissi della street art e le opere su commissione in spazi privati, torna la lampada (già vista sul muraglione della golena sud a Pescara) e compare una radio vintage, voce della libertà da tempi non sospetti.
Image Luogo: Via Tortona 20 a Milano
Descrizione: seppiona nel suo periodo blu con orientamento classico a sinistra e tentacoli magenta, radio vintage, lampada da lettura, tag nuvolata di Awer.
Firma a sinistra: Awer/Kunos/ShineRoyal
Firma a destra: Int. 55 2008
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A proposito di G8 a L'Aquila

Sempre cercando informazioni che mi facciano comprendere l'assurda, o quantomento per me incomprensibile, decisione di spostare il G8 a L'Aquila, ho trovato questo interessante documentario di Cecilia Mastrantonio e Sebastiano Tecchio visibile sul sito di ActionAid seguendo questo link.
Solo che a vedere il documentario, in cui si vede anche molto del progetto di Boeri alla Maddalena, non si trovano risposte ma solo nuove domande.



cosmopolipescara?

...a chi pensa che i nostro territorio sia ancora troppo provinciale mi preme raccontare che mezz'ora fa ho preso un caffè in un bar e che nel frattempo c'era un ambuante che mi ha chiesto i documenti per identificare che fossi regolare in italia mentre il barista cinese insegnava alla figlia in età prescolare a usare il registratore di cassa commentando "sai... sto impalando a usale il legistlatole di cassa a mia figlia... così almeno..."
chiedete a rem...


Auà e il G8

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E in tutto questo io ancora non riesco a capire perchè abbiano deciso di spostare il G8 a L'Aquila dopo aver speso milioni in Sardegna. Aiutatemi a capire perchè proprio non ci riesco.



NO!DESIGN! #32: tanicasecchio

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A me è piaciuto assai... semplice, economico, efficace... un vero NO!DESIGN...
Autore: un benzinaio sotto a un viadotto...

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