sottotitolo: anche Euripide guardava MTV
Qualcuno mi darà del pervertito o del masochista (e le due cose non si escludono necessariamente a vicenda, anzi) ma l'altro giorno sono tornato al palco del TRL alla fine della puntata e guardando le scene di follia che mi attorniavano mi sono reso conto che non ero di fronte a uno squallido esempio di comportamento indotto da mezzi pubblicitari di massa su eccitabili menti giovanili (dicesi effetto MTV) ma stavo assistendo a qualcosa di più profondo e ancestrale.
Le ragazzine, arrossate e stanche per il troppo sole e la prolungata esposizione a idoli effimeri, sono la versione aggiornata delle Menadi.
Le
Menadi, cito da Wikipedia,
“dette anche
Baccanti,
Tiadi o
Mimallonidi, erano donne in preda alla frenesia estatica e invasate da
Dioniso, il dio della forza vitale. Vestite con pelli animali, con in testa una corona di edera o quercia o abete, esse celebravano il dio cantando, danzando e vagando come animali per monti e foreste. La mitologia greca racconta che le Menadi accompagnavano il dio Dioniso nei suoi viaggi, costituendo anche un reparto del suo esercito nel suo viaggio in India.”
Il mito delle Menadi, che poi tanto mito non è perché vivo e vegeto come si dimostrerà in seguito, ci ricorda che nelle donne alberga da sempre il seme della “follia dionisiaca” ed è questo che fa fottutamente paura agli uomini. Guardando queste giovani baccanti, gli uomini sono presi da un sacro timore (trad. si fanno letteralmente sotto) perché sanno che in qualsiasi momento negli occhi delle loro donne si può risvegliare quella scintilla che le renderà perdutamente imprevedibili. Lo so che può sembrare un discorso sessista, ma gli sguardi (tra il divertito e l'atterrito) degli uomini che si tenevano a distanza di sicurezza dall'area del baccanale ne sono la conferma.
A suffragio della mia ipotesi, cioè che le ragazzine davanti al palco di TRL siano le nipotine inconsapevoli delle Menadi greche ho qui alcune prove fotografiche.
Reperto #1
Nella foto si può vedere il polverone sollevato dalla schiera di Menadi che inseguono il loro idolo effimero cercando di sbranarlo e impossessarsi di brandelli di vestiti o carni. Si intuisce il potenziale bellico costituito da queste legioni ebbre di frenesia quando siano sapientemente guidate da cinici VJ e lanciate alla conquista di nuovi mercati commerciali.
Reperto #2
I resti del campo dove le Menadi hanno ballato, intrecciato ghirlande, cantato inni e celebrato il dio
di turno.
Reperto #3
Sullo sfondo del mare si stagliano le immagini elettroniche di due Menadi in evidente stato di frenesia
bacchica.
Reperto #4
Ecco quattro menadi che danzano ancora al ritmo della citra e del doppio flauto. Da notare come le due a
destra portino il “tirso” che nella versione originaria era un bastone con in cima tralci di vite ed edera e che oggi si è trasformato in un rotolo di cartoncino con riportati messaggi idolatranti e un po' sgrammaticati.
Reperto #5
Nella foto si vede la classica Menade correre presa da frenesia estatica gridando la famosa frase rituale:
“HO TOCCATO LA MANO DI DIEGOOOOOOOO”. Da notare come una costante delle menadi sia la necessità di toccare/strappare brandelli di qualsiasi cosa sia stato anche soltanto a meno di un metro
dall'elemento divino.
Reperto #6
Giovanissima Menade che indossa la ghirlanda rituale.
Reperto #7
Gruppo di Menadi che si ristora presso uno specchio d'acqua. Da notare la pratica del controllo del
cellulare per rivedere le foto fatte e scambiare messaggi con altre menadi distanti.