Metereologia per architetti

Quando la carta nel plotter acquista la consistenza della sfoglia per le lasagne appena fatta vuol dire solo una cosa: pioggia entro le successive 8 ore.
Infatti.
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Un tranquillo party di paura

Mettete un party “tranquillo”, quattro sguardi, un inizio standard e un finale a sorpresa: resoconto tragicomico scritto a quattro mani di un ordinario week end di paura.

Sguardo #1: Rem
La serata scorreva nei consueti binari etilici delle feste post-adolescenziali tipiche dei trentenni recidivi. La conversazione aveva preso i tipici connotati da “quarto spritz”, ovvero quando i contenuti della conversazione smettono di essere affidabili, concreti o per lo meno plausibili e si passa nel surreale e fantascientifico (del tipo “Di che ti occupi?” “Sono chimico”. “Fregno. E qual è il tuo elemento chimico preferito?” “…. Il rame. Anche se ultimamente mi sento molto legato al solfato di rame…).
A un certo punto, mentre conversavamo amabilmente, abbiamo notato strani movimenti ed è scattata la fase “notte degli zombie viventi”:
  1. La gente, caratterizzata da un colorito verdeacido, si accalcava davanti al bagno e si percepivano pezzi di frasi smozzicate tipo “tenere” “fronte” “rhum”.
  2. Una ragazza zompettava allegra per la casa con quelli che, immagino, fossero costosi sandali foderati di strati di carta igienica onde evitare pericolosi e corrosivi schizzi.
  3. Di fronte è passata, come una visione, una versione semovente della Pietà michelangiolesca dove la Madonna era il padrone di casa e il Gesù cadavere una ragazza di cui si notava un insospettabile tanga zebrato spuntare dai jeans a vita bassa.
  4. Varia umanità spostava un numero sempre crescente di secchi e bacinelle, pezze da terra, stracci e candeggina, tanta candeggina.
  5. Un’elegante padrona di casa si affannava a destra e sinistra indossando guanti di gomma bicolor da svuotatore di fosse biologiche.

La conversazione è proseguita imperterrita tra serial televisivi e vacanze estive fino a quando il numero dei presenti in grado di reggersi sulle proprie gambe si è ridotto drasticamente e questo è stato il segnale che forse fosse ora di ritirarsi e così è stato.
L’unica considerazione è stata che i mesi di allenamento a base di spritz finalmente in questa serata hanno dimostrato tutto la loro fondamentale utilità.

Sguardo #2: Massimiliano
Massimiliano: J. dove sei stato in tour fino adesso?.
 
J: sono stato un po’ ovunque in Stati Uniti, Europa, Francia, Italia dalla Sicilia al Piemonte, ma il tour più bello lo abbiamo fatto nella repubblica Ceca dove abbiamo fatto concerti semivuoti ma con gente fantastica.
Massimiliano e Rem in stereo: ma ci dici allora come ci sei finito a Pescaraaaa???? J: qui c’è un sacco di gente interessante …..
Rumori di sottofondo, musica e ottimo cibo nascondono in realtà bottiglie di rum gin coca e spritz a volontà, e …numerose donzelle in avaria…
L. fino a qualche secondo prima conversava con tutti adesso dialoga con il pavimento. "Massimiliano, aiuto, fai sparire tutte le bottiglie di alcol", bisbiglia Hans in cucina.
Io corro in tutta la casa mentre raccolgo tutto ciò che ha forma di bottiglia con un liquido dentro, mentre osservo “cadute” in ogni stanza.
Rem e “il chimico” sono in una conversazione impegnativa, J. è sul divano a pilotare l’ipod. Mentre giro per casa mi rendo conto che il volto di almeno 3 ragazze da roseo diventa sempre più cadaverico mentre altrettante ragazze ancora indenni cercano di sostenerle prima che riescano a raggiungere il tanto sospirato bagno. Raggiungo Rem e il chimico mentre quest’ultimo gli confida che il suo elemento preferito è il solfato di rame...

Sguardo #3: Lina Bo
01_FASE_casalinga
(ore 19.00) la festa comincia fra due ore e c’è un sacco di cose da fare (per fortuna che hans ha già cominciato da un po’…) con ordine: occultare tutta la roba che sta in giro da giorni e non ha ancora trovato una collocazione definitiva (panni semi sporchi, scartoffie fiscali, riviste trapassate, asciugamano del mare e creme per il sole), rifare il letto, pulire il bagno, cucinare qualcosa, lavarmi, vestirmi per la “tranquillo-festa”).
Alla fine riesco a fare tutto tranne cucinare… e opto per un piatto molto scenografico di crudité (foglie di indivia, carotine, finocchi e rapanelli) con salse (pinzimonio, salsa allo yogurt e gorgonzola, salsa rosa) efficace e rapido da preparare. Ah! pure una macedonia.

02_FASE_ospite
(ore 21.00) arriva il primo degli invitati alle nove in punto. Ma come fa JJ.C. ad arrivare sempre all’esatto orario dell’appuntamento?!?! Di seguito uno dopo l’altro arrivano tutti, ognuno con una quantità smodata di cibo e bevande. In un attimo il tavolo in sala, quello in cucina, il piano della cucina, il frigorifero e il piano allestito in balcone si riempiono del bendiddio di roba. Tutti mangiano, bevono, parlano, ridono, ascoltano la musica, prendono il fresco in balcone, fanno amicizia, fanno conoscenza, fanno ridere, tutti attorno al bambino R. che sorride a tutti, ci si passa la pallina luminosa che cambia colore, e il peluche-cocomero. Tutti TRANQUILLI al tranquillo-party! La festa è un successone!!!!

03_FASE_donna delle pulizie dell’autogrill
(ore 02.00) all’improvviso il party si è trasformato da tranquillo a “tranquillissimo”… un viavai al bagno… e io ogni volta, dopo, a dare una “sistemata”… “buonasera” “la carta è lì sulla lavatrice” “buonasera” “gli asciugamani sono puliti” “buonasera”… forse dovevo mettere il piattino per le monetine sulla porta…

04_FASE_il crollo
(ore 04.45) la festa è un successone!!!! Sì sì anche nonostante la FASE 03. Crolliamo sul divano io e hans. Ché il letto è occupato dalle vittime sacrificali del tranquillo party. Però la prossima facciamo un tè, alle cinque, coi pasticcini e le zollette di zucchero su un piattino di porcellana finemente decorato.

Sguardo #4: Hans
Ieri sera ho dato un party a casa mia. Il “TRANQUILLO-PARTY”. Non c’era nessuna ricorrenza da festeggiare solo l’inizio delle ferie e la chiusura del “laboratorio web” dell’università in cui lavoro. Gli invitati erano colleghi di lavoro, dottorandi, qualche docente in erba e satana. Sì, satana in persona. Io sono un duro, non mi spavento, e con tranquillità gli ho chiesto di partecipare alla serata.
Le regole d’ingaggio del party erano semplici: vieni a casa mia e porti un dono (cibo o alcol) … ma stai attento siamo in venti e se venti persone portano da mangiare per venti persone = cibo e alcol per 400 persone. Tutto era tranquillo (come da premesse fatte) fino a quando il party ha subito una meiosi e si sono formati per pochi minuti, forse mezz’ora, una serie di micro-party paralleli uno per ogni angolo della casa:
1. il “per-terra-party”
2. il “facciamo-quelli-strani-party”
3. il “le-proporzioni-mi-sembrano-equilibrate-party”
4. il “scusa-dov’è-satana?-party”
All’improvviso, tutte le cellule in cui si era scisso il party iniziale si sono naturalmente ricomposte … ma qualche cosa nella ricombinazione delle cellule non ha funzionato e da quel momento siamo entrati nella fase “tranquillo … che parti!” Non mi divertivo così da anni … sembrava di essere ad una festa di 18 anni! Fantastico, c’erano tutti gli ingredienti giusti: vomito sul balcone, vomito in comune nel bagno, jesus lizard a palla, tazze di caffé con sale grosso oppure con limone (e non ho mai capito a cosa servissero), le ragazze in formato Candy Candy post-adoloscenziale, donne semi nude nel letto e brindisi in onore della carta igienica … Insomma Satana ha vinto! Io l’ho invitato e lui ha fatto il suo dovere! Mi sono divertito come un bambino, qualcuno è rimasto a dormire in giro per casa e io ho stretto la mano di Satana e l’ho invitata anche al prossimo party!


Il colosseo d’Abruzzo

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Sono contento. Sono contento (nella misura in cui possa esserlo un architetto) perchè una volta tanto in questa città si è festeggiato per quasi una settimana un’architettura. Certo, parliamo di un’architettura di pregio, quell’Ex-Aurum che per l’unicità dell’impianto (un ferro di cavallo) e la firma dei suo progettisti, Liberi e Michelucci, rappresenta una perla nella mediocritas pescarese.

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NO!DESIGN #11-16

sono appositamente andata in spedizione a fotografare alcune del creazioni NO!DESIGN di mio padre.
dovete sapere che l'habitat ideale di L. è un'amena, semiselvaggia e seminascosta località marina che si chiama Passetto. In questo posto L. posside una grotta (non servono le virgolette perche di vera e propria grotta si tratta) che usa come ricovero per la barca con cui svolge attività di pesca semi-professionale e durante l'estate come "cabanon" per passare l'estate in compagnia della moglie F. (nonché mia madre) e comunque per continuare a pescare.
Questo luogo è già di per se un luogo NO!DESIGN ed essendo in qualche modo un posto tra il selvaggio e il proto-umanizzato, mio padre (già NO!DESIGNER innato anche altrove) non può fare a meno produrre gli oggetti più disparati che vanno dal recupero di attrezzi, al riciclo di materiali restituiti dalle maree, al riaggiustamento di complementi di arredo e spesso all'invenzione vera di "ciaffi" mai visti prima...

1. ACQUA FATTA


L. (che vedete ritratto nella foto) è un vero intenditore di acqua del rubinetto imbottigliata e addizionata con Idrolitina®. Per distinguere l'acqua "fatta" da quella "no"  ha creato questo sistema di identificazione. Le bollicine non bastavano...
- inchiostro indelebile su frammenti di materiale plastico di varia origine (barattoli/vecchie tazze da campeggio)
- cordino di nylon annodato

2. PORTA-CELLULARE

al Passetto il cellulare prende con molta fatica e misteriosamente solo in alcuni punti dove L. ha posizionato dei porta cellulari (esattamente in tre esemplari, per sé e per gli avventori della grotta)  che fungono in un caso anche da promemoria del numero. sempre a portata di mano
- ex flacone per detersivo (forse varichina? ) tagliato a misura
- filo di ferro

3. LAMPADA E PORTAROTOLO

Anche L. si è cimentato in quello che ormai possiamo considerare un masterpiece del NO!DESIGN: il portarotolo. Qui ne ammiriamo una versione rotolo da carta igienica. Al suo fianco una lampada da lavoro... non se butta via niente!
portarotolo
- barretta di acciaio inox piegata
- filo di ferro saldato e verniciato (e arrugginito)
- tubo in acciaio inox
lampada
- vecchia portalampada da tavolo
- parti metalliche di aggancio recuperate
- morsetto da falegname forato e saldato

4. ATTREZZI DA PESCA

non è facile spegare il funzionamento di questa attrezzatura... spero di riuscire:
i tre in basso servono per "calare" (posizionare in mare) le reti da pesca facendole scivolare sulle pseudo-carrucole
il primo in alto serve per "scialpare" la rete, cioè a ritirarla quando è piena di pesci.
in tutti i casi vanno sistemate in appositi alloggiamenti posizionati sul bordo della barca.
- barre, piastre e profili vari in acciaio inox saldati
- pezzi di tubo in pvc (del tipo per annaffiare)
- isolatore in ceramica del tipo usato in passato sui pali dell'elettricità
- cilindri in plastica e gomma



"Il caldo mi fa fare cose strane" #4

... anche su saturno dove c'e' l'aria condizionata a palla...
come si fa a resistere a tutte queste meravigliose SCOPE ELETTRICHE?!?!




"Il caldo mi fa fare cose strane" #3

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Foto dell'incontro di "softball da ufficio" "Autocad e i suoi retini" contro "Illustrator e i suoi tracciati".
L'incontro è stato interrotto dall'arbitro a causa dell'esplosione in campo di un simbolo.


Il caldo mi fa fare cose strane #2

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Siccome dovevo partire per le vacanze anticipate lunedì, ma ho dovuto rimandare a martedì, poi a mercoledì pomeriggio, poi a giovedì, e ora forse parto sabato... e siccome di questa vacanza, e di un periodo di "brain-off" ho davvero bisogno, oggi pomeriggio sono stato circa tre ore in questa posizione, aspettando che arrivasse l'ora di cena.



"Il caldo mi fa fare cose strane"


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Critical mass

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tutti al mare......
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Critical mass tour

Avevo già sentito parlare di critical mass ma non avevo mai partecipato a una passeggiata “critica” fino a ieri sera. In una quindicina di avventurosi abbiamo percorso strade più o meno trafficate della città collezionando una discreta quantità di insulti e parolacce.
La passeggiata è iniziata da piazza Unione: abbiamo percorso un pezzo della pista ciclabile fantasma che costeggia il fiume, ci siamo arrampicati sul ponte di legno che attraversa il Pescara (cosa che non avevo mai fatto prima in quanto fuori dai miei soliti spostamenti cittadini), abbiamo fatto il giro più volte della rotonda vicino all’ospedale bloccando il traffico per qualche minuto prima di spostarci verso il centro.

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Dopo aver percorso in entrambi i sensi la riviera abbiamo fatto sosta ristoratrice presso il melonaro. Poi, di nuovo sulla riviera, digressione sulla strada parco con scampanellata furiosa sotto casa dell’assessore al traffico e, infine, ritorno al centro storico.

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Parrebbe una serata rilassante e piacevole, e lo anche stata, se non fosse per gli insulti degli automobilisti resi impazienti, diciamo “critici”, dal rallentamento del traffico, (come se giornalmente non lo subissimo, ma si sa una cosa è rimanere imbottigliati nel traffico causa eccessivo numero di vetture inutili e un’altra è essere rallentati da un corteo di biciclette), le sgommate alla fast&furious delle macchine che cercavano in tutti modi di superare il corteo, i clacson impazziti dei frequentatori dei vari stabilimenti vips della riviera, ansiosi di arrivare e stazionare davanti all’ingresso del locale di turno.
Al di là delle incazzature e dello sbigottimento degli automobilisti, fondamentalmente ignari di cosa stesse succedendo, le reazioni più divertenti erano quelle dei passanti che chiedevano informazioni o applaudivano e incitavano come se si trovassero di fronte a una inaspettata tappa del giro.

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Non so quanto sia efficace come sistema di denuncia, né quanto possa stimolare un confronto sereno e partecipato sulla riorganizzazione del sistema degli spostamenti nella città, ma la serata di ieri sera ha avuto per me due momenti sublimi: il primo, quando sulla strada parco procedevamo in corteo con il sottofondo di musica classica di uno stereo legato sul portapacchi di una bici e sembrava di essere nella scena di un film di Pasolini o di Kubrick; il secondo, quando ho scoperto tra i ciclisti “critici” l’ignaro sosia di Earl Hickey (alias Jason Lee ) e l’ho costretto a mettersi in posa per le foto di rito.

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Per chi volesse, qui può vedere altre foto della serata.



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