[via]
Walter Branchi è un compositore di musica radicale. Non so se esista tale branca della musica ma a me non viene un termine migliore. La musica di Walter Branchi è così radicale che va oltre le note, il ritmo, il timbro, la composizione per arrivare direttamente all'essenza del suono che diventa pura frequenza. Domenica ci siamo ritrovati presso l'orto botanico di Urbino per ascoltare alcune delle sue installazioni sonore. L'evento fa parte di Ear to the Earth, un'iniziativa nata a New York che ha come scopo la sensibilizzazione sui temi ambientali attraverso la musica.
Innanzi tutto l'orto è una sorpresa. Oltrepassato l'ingresso, lo stretto e buio corridoio, le cui pareti sono decorate con strani paesaggi, è separato dal giardino da una parete vetrata con losanghe dai colori blu, rosso e verde. L'effetto è quello di stare per entrare in un mondo nascosto. Il giardino vero e proprio è in basso e si dispone su alcune terrazze. Tra le aiole e gli alberi troviamo alcune sedie sparse con apparente casualità. Gli spettatori, anzi sarebbe meglio dire "gli ascoltatori", sono invitati a scegliere il proprio luogo preferito e a sedersi. Dopo alcuni minuti di silenzio, si iniziano ad ascoltare i suoni del giardino e scopro che sono tanti: gli uccelli che cantano e battono rumorosamente le ali nei rapidi voli, le zanzare, il rumore del vento tra le foglie. La musica di Walter Branchi non sovrasta questi suoni ma li accompagna, crea un sottofondo su cui ogni battito d'ali sembra parte integrante della composizione. Nel silenzio più totale, con le frequenze sonore diffuse da altoparlanti nascosti nel verde, ogni "ascoltatore" è immerso totalmente nel proprio ascolto: qualcuno guarda a terra, qualcuno verso le chiome degli alberi, molti rimangono a occhi chiusi. A un certo punto, sarà stato il suono che ricordava un mantra, l'accompagnamento del canto degli uccelli, la totale concentrazione sui suoni, ho provato per pochi intensi minuti, la completa fusione con il tutto, l'essere pianta, terra, vento e suono. Non so se è stata una forma di meditazione guidata, una fusione dell'io personale con l'io universale, o più semplicemente mi sono addormentato, non lo escludo, anzi, ma è stata un'esperienza sottile e rigenerante. Finito l'ascolto siamo rimasti tutti in silenzio e poi ci siamo messi a passeggiare tra le piante scambiandoci pochi commenti a bassissima voce, quasi a non voler disturbare l'anonimo concerto che continuava tutt'intorno. Come ha detto più volte Walter nella sua presentazione, la sua non è musica "da scoltare" ma "per ascoltare", ed è vero.



]

