
C'era un tempo in cui i ricchi passavano il tempo facendo il proprio umile mestiere, che consisteva nel dissipare eredità, drogarsi, tatuarsi i polpacci come segno di anticonformismo, sparare ai maggiordomi, sposarsi tra cugini e trombare ballerine e attricette.
Oggi, invece, al ricco beota non basta più e oltre a dissipare eredità, strafarsi di coca, farsi vedere e fotografare con ragazze mano nella mano e trombare transessuali si aggiunge un insano bisogno creativo. Fintanto che tale "bisogno" si concretizza in accessori di moda fasulli ed etichette da appiccicare a destra e a manca su varie auto di famiglia mi sta pure bene, ma quando si arriva a "disegnare" una linea di mobili, qui signori, si esagera.
Ma se questa disgraziata scimmia ammaestrata (e mi scuso con tutte le scimmie ammaestrate e non) non sa neanche compitare il suo nome come si può pretendere che abbia anche lontanamente ideato o disegnato dei
mobili? Certo i mobili in questione sono poco più che giochi froebeliani, accozzaglie banali di parti più o meno meccaniche con piani di legno/vetro, fiacchi esercizi progettuali elaborati in un seminario da 0,5 crediti di disegno industriale per corrispondenza, per cui anche una gallina sotto stimolo pavloviano avrebbe potuto creare uno di questi prototipi, ma qui, dico qui, si parla di Lapo, ovvero quanto di più lontano si possa immaginare da un essere umano senziente,
un uomo che quanto a quoziente intellettivo è superiore solo a un atomo di carbonio (e nuovamente mi scuso con tutti gli atomi di carbonio che non meritano questo paragone).
Immagino la fatica per fargli imparare a memoria 20 righe di comunicato stampa scritto coi piedi. Infatti, alla
domanda preparata "qual è il tuo architetto preferito?" non si può far rispondere "Gae Aulenti", è chiaro che ci si è preparati la sera prima sfogliando un Domus degli anni '80 trovato in soffitta.
E vogliamo parlare di quell'altro punto di non ritorno dell'umana civiltà che è stato l'evento "
Lapo Elkann incontra Gaetano Pesce"? Come si può mortificare così un uomo che ha fatto la storia del design italiano accomunandolo a un uomo che ha fatto la storia di
Mai dire martedì?