la frase sbagliata al momento sbagliato nel luogo sbagliato!
28 April, 2006, 5:26 pmprofessionisti. la fantastica associazione di cui sopra, che prevede l'unione di tante menti esemplari, è
finalizzata, notate bene, non a permettere ai suddetti professionisti di svolgere un lavoro ma a PARTECIPARE A UN CONCORSO di architettura. si, insomma, come se dei chirurghi costituissero una atp per partecipare ad una selezione che permetterà loro in un futuro di operare qualcuno tutti insieme...ammesso che qualcuno si ammali.
Per il notaio (poverino) si trattava di una semplice procura: guardare che tutti i firmatari fossero chi
dicevano di essere. roba da poco. mezz'ora di lavoro=800 euro.Invece si è trovato davanti il mistero gaudioso della legge merloni, si è trovato davanti il rosario perlaceo dei comma di un bando di concorso scritto con la parte fessa del cervello di un ignoto amministratore di una ridente cittadina, si è trovato davanti una quindicina di architetti annoiati dalla cavillosità dei bandi che con aria "machicelofafaredipartecipare" distrattamente disquisivano di partita iva europea, rappresentanti legali di società, interpretazioni di bandi, atti notarili e procure e che lo incalzavano con domande su come fosse meglio procedere o su come si dovesse interpretare quel dato punto.Domande alle quali il notaio rispondeva sempre con un <<ecchènesoio, forse è meglio così o colà, bho?>> Dopo alcuni minuti di discussione Il notaio, lui tapino, inizia bel bello il suo lavoro finalmente:<<ora vi leggo l'atto, fate attenzione soprattutto ai dati che vi riguardano (nome,nascita, p.iva, c.f, iscrizione albo)>> attacca dunque a leggere al ritmo di una mitraglietta intercalando un nome con un eccetera con un numero con un eccetera con un nome...non si capiva niente.
iniziano a fioccare gli errori: Non mi chiamo così! Non è questo il mio numero di iscrizione! Non sono il
legale rappresentante di questa data società!Il notaio comincia a muoversi dalla poltrona e si siede in pizzo, è visibilmente agitato...<<Non posso perdere tempo a controllare i vostri dati>>. Io penso che forse la presenza (e il costo) del notaio è giustificata esattamente dal suo dover controllare, ma non dico nulla. Tutti i presenti sono impegnati a rettificare nomi, cariche sociali, dati e numeri. Intanto si sono fatte le 20,30. Il notaio, corretti a matita con estrema fatica gli errori sul documento, continua a leggere ma ecco un altro intoppo: alcuni firmatari sono assenti, uno è in calabria, arriva martedì prossimo, l'altro è in francia, arriva sabato...<<verranno a firmare poi>> qualcuno spiega al notaio. e il notaio seduto in pizzo alla poltrona comincia a spostare il peso da destra a sinistra e da sinistra a destra, ora è davvero irritato:<<signori come si fa? questa per me è una procura, un lavoro che devo chiudere in mezz'ora, se me lo allungate così io ci rimetto, è un po' come se a voi venissi a chiedere di progettare la casa di barbie!>>
a questa sua incauta affermazione tutti i presenti ammutoliscono per due secondi per poi sbottare in un corale "E FIGURIAMOCI", <<vogliamo contare tutte le cose che facciamo gratis noi?>> dice uno, <<non mi ricordate i casali ristrutturati aggratis>>dice un altro <<e gli arredamenti non pagati>> un altro ancora <<e tutti i rilievi?>> un altro <<e tutti i progetti fatti e mai andati in porto e mai da nessuno pagati?>> a ancora <<e tutte le ore passate a discutere sui progetti con i clienti per cose mai pagate>>...e così via. il notaio avrebbe preferito essere a mille miglia da quella sala riunioni colma di tutti quei disordinati architetti.Ma dopotutto è uomo di mondo, lui, e dunque con ironia, si adegua alla situazione, accenna un sorrisetto, <<mandiamo via questa mandria a tutti i costi>> pensa fra se e se. Va a far correggere il testo e lo fa ristampare. sono le 21,30. tutti i presenti finalmente firmano.Qualcuno firmerà nei prossimi giorni, l'atto sarà pronto in tempo per essere impacchettato con le tavole ed essere recapitato nella ridente cittadina.Alle 21,45 siamo tutti fuori dall'ufficio, per strada, pioviccica e ci sentiamo stronzi. Vorremmo essere tutti come il notaio: lavoro dalle tot alle tot, per far questo ci metto tot e guadagno tot.<<bisognerebbe fare così, come il notaio, come gli ingegneri>> commenta qualcuno. Io e peter ci sentiamo più stronzi di tutti visto che per firmare st'atto ci abbiamo fatto pure un viaggio e il progetto di concorso lo dobbiamo ancora disegnare.
Sarà per questo che salendo in macchina per tornare a casa abbiamo parlato di buoni propositi per la vita mentre peter guidava verso l'autostrada senza sbagliare strada, senza cartina e senza chiedere informazioni, e senza neanche fare troppo caso alle indicazioni stradali.
Disappunto
27 April, 2006, 12:32 pmdentro lo sguardo
24 April, 2006, 5:48 pm
La mostra su Antonello da Messina alle scuderie del quirinale è un evento del tutto eccezionale: le opere del pittore non erano mai state esposte in modo così completo. Fatta eccezione per un'opera negata da un museo austriaco, tutti i capolavori del siciliano sono esposti e godibili dal vivo.
Prima di mettermi in fila con tadaa e altri due amici, abbiamo visitato la mostra su Amedeo Modigliani al Vittoriano. Evento certamente meno eccezionale, ma suggestivo e di grande qualità. Anche qui molti dei capolavori del livornese sono esposti, assieme ad altri oli, disegni, acquerelli e sculture per un totale di cento opere.
Divertente l'introduzione alla mostra di Corrado Augias proiettata tra uno schermo al plasma e la parete di fondo, come se lui entrasse e uscisse dal monitor...
L'aver visitato prima la mostra di Modigliani che quella di Antonello si è dimostrata una scelta corretta (anche se forzata dalla lunga fila alle scuderie che ci faceva presumere oltre un ora di attesa). per due ragioni: prima di tutto perchè la visita alla mostra di Antonello è più lunga e più impegnativa, e poi perchè, evidentemente, tra uno dei maggiori autori del secondo quattrocento e uno dei tanti grandi del primo novecento, preferisco il primo. 
Anche l'aver visitato le due mostre nello stesso giorno è stato molto interessante. Sempre per due motivi.
uno. Sono due autori che hanno costruito il loro percorso artistico soprattutto sul ritratto (Modigliani in modo praticamente esclusivo, mentre Antonello in modo meno marcato).
due. Uno degli aspetti fondamentali dei ritratti dei due, è lo sguardo. Sguardo come veicolo dei percosri psicologici dei soggetti. I ritratti di Antonello, di chiara ispirazione fiamminga, sono spesso enigmatici, ma sempre affascinanti: le espressioni della bocca e soprattutto degli occhi dimostrano una ricerca introspettiva che svela aspetti di solito taciuti nei ritratti dell'epoca: furbizia, appagamento, ironia, ...
Allo stesso modo i ritratti di Modigliani concentrano tutti gli aspetti psicologici del soggetto nello sguardo, in modo (per me) stupefacente: i ritratti delle persone a lui più vicine, normalmente, presentano gli occhi "non dipinti", quasi vuoti, rappresentati come una porzione di cielo. La ragione di questa singolare scelta è ben spiegata dalla risposta data da Modigliani stesso al suo amico Paul Guillaume, suo mecenate, il quale gli chiese come mai ritraendolo aveva dipinto solo un occhio. Lui rispose "perchè con un occhio guardi il mondo, con l'altro guardi dentro te stesso".
continua...
Studio nonsense
19 April, 2006, 7:02 pm
Detto fatto. Abbiamo anche la noi la nostra pista ciclabile per spostarci dentro lo studio da un monito all'altro a cavallo delle nostre sedie.
Urban nonsense
19 April, 2006, 2:36 pm
C'è in città una pista ciclabile poco ciclabile che schizza a destra e sinistra, zigzaga tra parcheggi e palazzi, schiva scale e rampe fino a cadere in una buca. Se fosse un'installazione artistica, una provocazione stalkeriana, un guizzo di anarchia dadaista sarebbe geniale. Ma non lo è. Allora cos'è? Un "nonsense urbano", un ibrido incosapevole nato grazie ad accostamenti impensati e a composizioni illogiche ma pur sempre creative.
l'Abruzzo Ulteriore
18 April, 2006, 12:23 pm
Come da tradizione (alla quale più di una volta ho tentato di sottrarmi senza successo) il Lunedì dell'Angelo deve essere trascorso fuori porta. In qualunque condizione metereologica.
Quest'anno è andata bene: nuvoloso ma non freddo e niente pioggia.
Due anni fa, invece, c'era una leggera pioggerellina, che un compagno di viaggio commentò con the last famous words...: "bhè... visto che qui è brutto se ci allontaniamo non può che migliorare"
Sinceramente non ho ancora capito come ha fatto a convincerci, ma per quella frase abbiamo preso l'autostrada fin nell'entroterra marchigiano, ... verso un diluvio durato fino al pomeriggio. Tornati a Pescara, c'era il sole...
Vabbè, torniamo alla cronaca.
Ieri, viste le previsioni meteo in tv, abbiamo preferito prenotare una tavolata per 24 in un agriturismo. Un delegato dal gruppo ha effettuato la ricerca con mezzi cartacei e informatici, trovando un posto dal nome emblematico: "Lu Furmagge" o qualcosa di simile. La breve descrizione su internet diceva "casolare ottocentesto immerso nel bosco...". tutti pensiamo "bene! sarà certamente un bel posto..."
Arriviamo (quasi) in orario con la prenotazione, e già il parcheggio presentava qualche indizio: uno spiazzo in terra con i segni freschi dei cingoli, davanti un pagliaio con tante galline che dovevi stare attento a non pestarle. Penso "vabbhè, la cascina ottocentesca sarà sul retro..."
Entriamo in una casa con alcune pareti ancora al grezzo, tutte le altre orodavano ancora o di intonaco o di vernice, con tavoli dappertutto: nel porticato, nell'ingresso, nel corridoio.
A noi spetta una stanza che ha tutta l'aria e, avendo letto di recente alcuni studi di Alexander Klein al Bauhaus, la proporzione e la distribuzione di una camera dei bambini.
Infatti a portare i piatti a tavola è Leonardo, un bambino di 10 anni.
Secondo me, una volta riassettato tutto, quella potrebbe essere la sua cameretta.
Quando, a fine pranzo, abbiamo chiesto al proprietario dove fosse il casolare della foto presa in internet, indicandogliela sulla stampa che avevamo con noi, l'interrogato ha allargato le braccia, sollevando un poco le spalle e sporgendo leggermente il labbro inferiore, senza dire nulla.
Nel pomeriggio abbiamo fatto un lungo giro in auto nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: partendo da Castelli siamo passati per Rigopiano, per l'altipiano di Campo Imperatore (tutto innevato... stupendo), Calascio e Rocca Calascio, fino Santo Stefano di Sessanio, il borgo più finto che io abbia mai visto (anche se il panorama dalla torre è davvero mozzafiato), e poi nuovamente Calascio e Rocca Calascio, Capestrano, Bussi, Tocco da Casauria, dove abbiamo preso l'A24 per tornare a casa.
Il valore paesaggistico del persorso è davvero notevole. Lo consiglio a tutti.
L'agriturismo no.
La Madonna che scappa
18 April, 2006, 8:44 am
Domenica di Pasqua a Sulmona. Piazza stracolma di gente, tutti in trepidante attesa del via della processione. Effettivamente più che di una processione si dovrebbe parlare di una performance di atletica leggera. Come in uno stadio dei campionati mondiali di atletica religiosa tutto il pubblico freme nell'attesa del segnale della partenza. Sotto il sole di mezzogiorno, stretti come sardine cerchiamo di conquistare lo spazio migliore per vedere l'arrivo della Madonna. A un certo punto sentiamo "Ooooooo" e capiamo che la statua è sulla linea di partenza, dopo un secondo parte e in tre secondi netti attraversa la piazza con le sue vesti verde pisello che svolazzano da tutte le parti. Giusto cinque metri prima di andare a sbattere contro il traguardo, la statua del Cristo risorto, frena con dei piccoli passettini , giusto per decellerare e fermarsi. Questo è il segnale per lo scoppio dei fuochi d'artificio. Il fumo è così denso che per qualche minuto non si vede più niente. Restiamo tutti lì, col fiato in gola, per vedere finalmente la Madonna che guarda di fronte a sè il Cristo immobile. Dopo poco, la folla commossa e contenta defluisce dagli spalti e va a prendersi il meritato gelato.
Certo, se dovessimo paragonare tra di loro le varie processioni, questa sarebbe una gara dei cento metri, la via crucis una maratona, i perdoni di taranto il ralenty delle precedenti.
Sindrome da PRE-MAC
15 April, 2006, 10:23 am

E questo è solo un assaggio...
Sindrome di Mac
14 April, 2006, 6:33 pm
La sindrome di Mac è una malattia alquanto diffusa e, pare, anche in crescita. Attacca indifferentemente uomini e donne in particolare nella fascia d’età compresa tra i 12 e i 60 anni. Per aiutarvi a individuarla e curarla questi sono i sintomi più evidenti:
1. Forti sbalzi d’umore.
Esempio #1:
“Fantastico!!! Non ci posso credere!!! Front Row è già installato di default. Ma ti rendi conto?”
“Veramente?!?!?. È incredibile. Ma cos’è Front Row?”
Esempio #2:
“Cosa c’è, perché stai giù?”.
“È che ho letto su un forum che alcuni che avevano ordinato il macbook a gennaio ancora non lo hanno ricevuto. Come faccio adesso?”
2. Atteggiamenti ossessivo-compulsivi
Esempio #1:
“Pronto, ciao, sono io, no, è che volevo sapere se hai notizie della spedizione. Si lo so che è la quarta volta che chiamo ma volevo sapere se c’erano novità. Si, lo so che il tribunale ha emesso un’ordinanza che vieta di avvicinarmi al negozio a meno di 200 metri e che non devo più chiamarti di notte, ma sai volevo solo avere notizie. Va bene, aspetto una tua chiamata. Ok ciao, si ciao, si mi sto curando. Si ciao, ciao.”
3. Paranoia e senso di appartenenza a una setta ristretta
Esempio #1:
LORO hanno i virus. NOI non crashiamo mai.
LORO sono impuri. NOI siamo perfetti.
LORO devono configurare tutto. NOI non dobbiamo fare niente.
LUI pensa a noi e ci vuole bene. Per LORO è solo una macchina.
Esempio #2:
“Pronto, ciao. Sono io. Volevo sapere tu quanto hai aspettato dal pagamento alla consegna? E quando è arrivato cosa hai provato? Com’era la scatola? La conservi e la guardi ogni tanto? Si ti capisco. E ora che sta facendo? È in stand by? Ed è silenzioso? Come ti invidio. No, non ti preoccupare. Si sto piangendo. Ma sai, in questo momento sono molto sensibile. Basta poco per farmi crollare. Sento di essere di fronte a un passo importante della mia vita e sono tante le preoccupazioni: se sarà senza difetti, senza pixel bruciati, se sarò in grado di farlo sentire a suo agio, se gli vorrò sempre bene oppure mi lascerò attrarre da nuovi modelli più prestanti. Sono tanti i pensieri…”
Serata raminga
14 April, 2006, 11:37 amMentre si alternavano i siparietti “alla zelig”, i racconti onirici e gli aneddoti di vita ospedaliera mi chiedevo se questa compagine eterogenea, come una boyband che si rispetti, partorirà mai una qualche carriera solista sfolgorante. Me lo auguro.
Come Jack Frusciante per Red Hot Chili Peppers, Robbie Williams per i Take That, o Peter Gabriel per i
