Ripensandoci bene...

Stavo riflettendo sul post precedente e sono arrivato alla conclusione che forse la suddetta top 10 andrebbe rivalutata alla luce della produzione architettonica del suo autore, il tal Michael McDonough.

Infatti che credibilità può avere uno che progetta una casa che sembra la tana di biancaneve costruita dai 7 nani+boscaiolo+vari animali della foresta in pieno trip lisergico post-rave disneyano?
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E poi, notate il particolare della foto seguente:
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Quale architetto lascerebbe fare delle foto di un bagno in cui il rotolo della carta igienica è posizionato su un volgare sgabello? Ok nel mio bagno il rotolo è poggiato sulla lavatrice, ma una cosa sono le foto di feticismo architettonico in cui compare il mio bagno, altra cosa sono quelle per le riviste di architettura.





Le 10 cose che non mi hanno mai insegnato a scuola

Durante la mia ricerca delle Regole universali della vita (ovvero: "Ognuno fa come gli pare, l'importante è crederci") mi sono imbattuto in questa Top 10 scritta da Michael McDonough (famoso?!?!? architetto americano) e pubblicata su The Architect’s Newspaper del 2004.
La classifica, ma sarebbe più corretto parlare di decalogo, l'ho trovata in questo sito ed è abbastanza cinica e disincantata da essere perfettamente credibile.

Le 10 cose che non mi hanno mai insegnato a scuola
di Michael McDonough

1. Il talento è un terzo della formula del successo.
Il talento è importante in ogni professione, ma non è garanzia di successo. Duro lavoro  e fortuna sono ugualmente importanti. Duro lavoro significa autodisciplina e sacrificio. Fortuna vuol dire, tra le altre cose, accesso al potere, contatti sociali, denaro o tempo. In fatti, se non sei molto talentuoso, puoi sempre riuscire puntare sugli altri due. Se pensi che abbia torto, guardati intorno.

2. Il 95 % di ogni professione creativa è lavoro di merda.
Solo il 5 % è attualmente, in una semplicistica maniera, divertimento. A scuola questo è ciò su cui ti concentri; è 100% divertimento. Toc toc. Nella vita reale, la maggior parte del tempo è lavoro d’ufficio, lavoro noioso, controllo, negoziazione, vendita, raccolta di soldi, pagamento di tasse e così via. Se non impari ad amare le noiose, pesanti e stupide parti della tua professione e a svolgerle con diligenza e attenzione, non avrai mai successo.

3. Se tutto è importante, allora niente è veramente importante.
Ne ascolti un sacco sui dettagli, da “Non arrovellarti sui dettagli” a “ Dio è nei dettagli”. Entrambe sono vere, ma con una spiegazione molto importante: gerarchia. Devi decidere cosa è importante, e poi dedicartici per prima cosa. Tutto è importante, ma non tutto è importante allo stesso modo. Una persona di successo mi ha insegnato questo: “Guarda Qualcuno da odiare (King Rat, di Bryan Forbes, 1965) è tutto lì."

4. Non riflettere troppo sui problemi
Una volta, quando ero ancora a scuola, il grande Steven Izenour mi disse, dopo all’incirca una settima di lavoro, “ OK, lo hai risolto. Ora finisci”. Ogni altra critica che facevo cercava di complicare e prolungare il problema quando, nei fatti, era stato già risolto. I progettisti sono ossessivi per natura. Questa era una rivelazione. Qualche volta hai centrato il bersaglio. La cosa è finita. Vai avanti.

5. Inizia con ciò che sai; poi affronta ciò che non sai
Nel design questo significa “disegna ciò che sai”. Inizia mettendo giù ciò che già sai e comprendi. Se stai disegnando una sedia, per esempio, sai che le persone hanno un’altezza prevedibile. L’altezza della seduta, l’angolo di riposo e i requisiti di carico possono essere per lo meno approssimati. Così, disegnali. La maggior parte degli studenti entrano nel panico quando affrontano qualcosa che non conoscono e che non sanno controllare. Dimenticalo. Inizia dall’inizio. Poi lavora su ogni cosa ignota, risolvila e mettila da parte una alla volta. È la regola più importante del design. Nello Zen è espressa con  “Sii dove sei”. Funziona.

6. Non dimenticare il tuo obiettivo
Definizione di un fanatico: qualcuno che raddoppia i suoi sforzi dimenticandosi il suo obiettivo. Studenti e giovani designer spesso si avvicinano a un problema con intuito e bravura e successivamente scivolano nella confusione, nella paura e nello spreco di forze. Dimenticano i loro obiettivi, e ne creano altri andando avanti. Un’idea originale è una sorta di dono divino. Gli artisti lo sanno. “Cattura il momento”, dicono. “Rendigli onore.” Scrivi la tua idea su di un pezzo di carta e attaccalo di fronte a te.

7. Maggiore è il peso che sposti, maggiore è la probabilità che perdi l’equilibrio.
La presunzione è pericolosa quanto la mancanza di sicurezza. Sii modesto quando affronti i problemi. Riconosci e accetta la tua ignoranza, poi lavora con impegno a migliorarti. Fai domande. Il potere – il potere di creare cose e imporle al mondo – è un privilegio. Non abusarne, non sottostimare le sue difficoltà, o ti verrà alle spalle e ti darà un bel calcio nel sedere. La grande ruota del karma, anche se lentamente, gira sempre.

8. Le strade dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni; ovvero, nessuna buona azione rimane impunita.
Il mondo non è fatto per favorire il meglio piuttosto che il peggio. Non dipende dalla bravura o dall’innovazione perché se così fosse, il sistema sarebbe imprevedibile. C’è bisogno di statistiche e previsioni. Così, le buone intenzioni e le idee brillanti vanno contro il contratto sociale quasi per definizione. Saranno messe in discussione e richiederanno enormi sforzi per avere successo. La maggior parte falliscono. Aspettati di lavorare duro, aspettati di fallire qualche volta, e aspettati di ricevere rifiuti. Il nostro lavoro è come un’arte marziale o una strategia militare: mai sottovalutare l’avversario. Se credi nell’eccellenza, troverai un avversario quasi in ogni cosa.

9. Tutto alla fine deve avere un risultato
Non importa quanto fico sia il tuo rendering, non importa quanto brillante sia il tuo saggio, non importa quanto favolosa sia qualsiasi cosa tu abbia fatto, se non puoi produrlo, distribuirlo e farlo conoscere, in sostanza non esiste. Dedicati alla produzione. Organizza la produzione. Produzione, produzione, produzione. Mostrami il risultato.

10. Il resto del mondo conta
Se speri di realizzare qualcosa, avrai inevitabilmente bisogno di tutta la gente che odiavi alle scuole superiori. Una volta frequentavo una prestigiosa scuola dove l’idea era “se sei qui, sei così importante che il resto del mondo non conta.” Nessuna persona che ho conosciuto in quella scuola ha mai avuto successo. Infatti, la maggior parte sono quel genere di impiegati di medio livello che avevano tanto disprezzato quando erano studenti. Un abito non fa un genio. Non importa quanto buono sia il tuo progetto, qualcun altro lo deve costruire o produrlo. Qualcuno deve assicurarlo. Qualcuno lo deve comprare. Rispetta questa gente. Hai bisogno di loro.




Finalmente online!

Abbiamo dovuto aspettare ma alla fine ne è valsa la pena.
I due brani Speculazione e Purista del treddì sono finalmente online e li potete ascoltare attraverso la finestra radioblog qui a destra.
Melodie accattivanti, ritornelli che rimangono indelebili, esecuzione virtuosistica con chitarre, mouse e tastiere come percussioni, contenuti profondi e universali (almeno nell'universo architettonico), insomma, è meglio che a San Remo!


Purista del treddì

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Il terzo brano che la AST_production presenta è "purista del treddì" la cui scrittura è così raccontata dall'autore: "Una lettera aperta e malinconica sul dramma quotidiano di un moderno Donchisciotte che combatte contro i mulini a vento del fotomontaggio come discriminante ideologica."
Un brano al ritmo lento e malinconico del sudamerica, con una punta di Tom Jobin che non guasta mai... L'arrangiamento risente della simbiosi dell'autore con il computer, e la melodia della chitarra classica è docilmente appoggiata su una ritmica eseguita con mouse e tastiera...


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Speculazione

Visto il mio profilo che recita "ex-musicista amatoriale", mi sembra d'obbligo mettermi al servizio della causa comune della AST_compilation.

Come già anticipato il primo brano che ho composto appositamente per l'occasione si chiama "Speculazione" ed è la confessione di un architettosenzatetto che per poter fare un po' di ricerca (ovvero qualche concorso e/o pubblicazione a gratis...) progettta palazzine dignitose, buttandosi con gli occhi chiusi nel marasma delle imprese di costruzione, dei regolamenti edilizi, delle regole del commercio immobiliare senza, evidentemente, avere le idee chiarissime sul suo effettivo ruolo...
In parte autobiografico, il brano (per ora solo con testo e accordi, presto in audio completo) è un blues alla Steve Ray Voughan in MImaggioresettima, archetipo di tutto il blues dagli anni '50 in poi.


He touched my heart! Deep, and also sexy when he wears his pink pullover.
Mick Shake, Rolling Stonnes

I wanna a sandwich with porchetta, mayo and mango and Tadao's telephone number. And I wanna it now!

Madonna, Famous Previous Virgin

Con il suo struggente blues Tadao proietta una luce sulla lotta interiore che si combatte quotidianamente nel cuore di una architetto sensibile. Non è ancora uscito e già è un classico.
rem, addetto al caffè di AST




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Ricordate Alex Sbordoni?

Ricordate il prestante giovinotto che prestava faccia e muscoli alla pubblicità di un dentifricio e che in più, udite udite, era architetto?
Quel tale, che nella pubblicità suddetta rispondeva al nome di Alex Sbordoni torna agli onori della cronaca. Abbiamo ricevuto una segnalazione da un informatore, che per proteggere la sua privacy chiameremo Pasquale, in cui si afferma che il prestante “architetto” sia già apparso in altri contesti cine-televisivi, per la precisione in un film del 1995 di C. De Sica dal titolo Uomini Uomini Uomini.
Il mistero si infittisce e gli indizi si moltiplicano.
Se Alex Sbordoni non è un nome di fantasia e il giovine fa ogni tanto comparsate, allora magari è anche vero che sia architetto. Se così fosse lo proponiamo immantinentemente come uomo-immagine per il Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori, per gli amici CNAPPC.
È ora di svecchiare l’immagine dell’architetto italico e questo può essere un passo decisivo per risollevare le sorti di tutta l’architettura italiana.
Certo, c’è un problema: chi ha la forza e il coraggio di verificare la soffiata di Pasquale guardandosi un film firmato Cristian De Sica?

Inoltre, visto che ci teniamo alle pari opportunità, si apre un sondaggio per chi debba essere la compagna ideale di Alex, ovvero la nuova donna-immagine CNAPPC.
Votate, votate, votate.


Philippe Starck

La AST Production è lieta di annunciare al suo affezionato pubblico l’anteprima mondiale del singolo “Philippe Starck della brava (e intonata) Chiara (musica, parole e arrangiamenti di Chiara ).
La cantautrice siciliana ci regala momenti di intimo lirismo raccontando sentimenti ed emozioni sfuggenti quanto personali.
Una ballata intensa, melodicamente perfetta, in cui riecheggiano le note di Paul Anka riarrangiate in chiave moderna secondo le influenze dell'indiepop australiano alla Cat’s Miaow.
Un pezzo da ascoltare facendosi trascinare dalla sua leggera malinconia mentre, con le mani appiccicaticce, si sta cercando di usare il famoso spremiagrumi; si sta progettando il bagno della vicina o, in cuffia, mentre si fa anticamera al catasto.
Ascoltate il brano e potrete affermare insieme a noi: è nata una stella.

Grazie per la tua musica, Chiara.

(Nella finestra del Radio blog potete ascoltare il brano mentre all'interno trovate il testo e la traduzione per chi ha voglia di improvvisare un karaoke nella pausa caffè)



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Architetti senza tetto in piazza

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Non so per cosa stessero manifestando ma a loro va tutto il nostro incondizionato appoggio.

[scovato da Massimiliano in rete qui]




Abduzione*

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* secondo Ch. S. Peirce (1839-1914), ragionamento congetturale che, sulla base dell'osservazione di un fatto, mette capo a un'ipotesi esplicativa del fatto stesso.

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Teorema di Rem sulla progettazione architettonica

Dati
  • n stagisti coreani, dove n sta per un intero positivo> = 200,
  • 20 borsisti europei Erasmus,
  • 15 tirocinanti italiani;
  • 5 praticanti della scuola edile venezuaelana;
assegnato a ognuno di essi il compito di elaborare 5 soluzioni progettuali rappresentate dettagliatamente in scale che vanno dal 2000 a 1:25;

permutati i risultati e arrivati ad avere sul tavolo 1200! diverse opzioni (il risultato è un numero troppo lungo per poterlo scrivere di seguito);

solo allora deciderete che l’unico progetto valido da presentare al cliente/concorso è lo schizzo fatto mentre eravate al telefono con la mamma a decidere cosa mangiare per cena.




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