Via da Brokeback Mountain

Come spesso mi capita con libri, film o CD, le cose mi entrano nel cervello e continuano a ronzare, a circolare, a condizionarmi. Va bene sentire in continuazione la colonna sonora nello shuffle, va bene rimuginare riflessioni, ideee e accostamenti tematici a libri letti e a film visti, va bene ripercorrere mentalmente tutta l'opera omnia di Ang Lee, ma mangiare per una settimana intera solo fagioli (e chi ha visto il film mi capisce) mi sembra esagerato. Ora basta! Lunedì vado a vedere A history of violence, vedremo le conseguenze...


Ultime dal cinema


Questo mese mi sono preso l'impegno di andare una volta alla settimana al cinema e interrompere finalmente la sequenza di dvx scaricati. Con la scusa che tanto stanno su cd non stavamo più andando al cinema e, soprattutto, stavamo vedendo solo schifezze di cassetta, insomma quello che si trova più facilmente nel peer-to-peer.
E così è successo che abbiamo visto Broken flowers di Jarmusch in un cinema strapieno ("ma la gente allora esce ancora di casa a metà settimana, è interessata a un cinema di nicchia e si diverte pure" pensavo nell'aria surriscaldata della sala) e poi il pubblicizzatissimo "I segreti di Brokeback Mountain". È di questo che voglio parlare.
Non è un capolavoro. Mi complimento con l'ufficio stampa per l'attesa mediatica che ha creato intorno al film, ma non è un capolavoro. È intenso, a tratti struggente, a volte un po' comico, ma sopratutto ti resta in mente. Magari la vista di uno di quei cieli infiniti, la bellezza della montagna, uno sguardo dei personaggi, o magari la colonna sonora che ha circolato nelle mie orecchie senza che riuscissi a ricordare esattamente il motivo. Per un qualche motivo, e ognuno troverà il suo, il film lascia qualcosa dentro.
La storia non la racconto, tanto la trama la conoscono tutti (amore contrastato e impossibile tra due cawboy...) e vorrei soffermarmi, invece sugli aspetti positivi e negativi. Iniziamo da questi ultimi.
1. Troppi temi: omossessualità-bisessualità-disciminazioni-incapacità di accettarsi-società retrograda e maschilista-figure femminili sullo sfondo se non assenti ecc. ecc.
Niente di nuovo. Anche la sbandierata (dai giornalisti) infrazione dell'ideale di un far west macho e duro non mi sembra un gran chè: come se non fossimo ormai abituati a trovare una sessualità cangiante, multiforme e flessibile (nonostante tutti gli affanni, invece, della santa romana chiesa) anche in rudi mandriani.
2. il film è altalenante: storia d'amore da giardino dell'eden, relazione impossibile in una società rurale, tragedia della discriminazione, melodramma sentimentale. Anche in questo caso, c'è un po' di tutto, accontenta una larga fetta di pubblico ma disperde l'interesse.
Ma veniamo ai lati positivi.
1. i paesaggi sono mozzafiato e appaiono tanto più belli quanto sono paragonati con lo squallore dei centri urbani e delle abitazioni. (piccola nota: stavo già immaginadomi impegnato in una gita fuori porta sulle montagne del Wyoming, quando ho scoperto che, per motivi di produzione, il film è stato girato in Canada);
2. le parole a volte non servono. Mi ricordo di un articolo di Nick Hornby in cui criticava Mc Ewan. In sostanza diceva: è facile fare un romanzo in cui i protagonisti sono professori universitari. Sanno esprimersi bene, con proprietà di linguaggio e con frasi forbite ed eleganti. Riescono a esprimere con efficacia anche i più sottili stati d'animo. Ma quando i personaggi non sanno parlare, perchè non hanno studiato, non conoscono la lingua o le finezze del'oratoria, come si fa a descrivere la ricchezza di un mondo interiore con tutte le sue sfumature e sfaccettature? In questo Ang Lee è un maestro a farci comprendere stati d'animo e sentimenti di due personaggi che a stento scabiano 10 minuti di conversazione durante tutto il film.
Un'ultima annotazione. Nel film mi sembra che sia celata una tesi: natura=amore libero e appasionato, società=discriminazione e ipocrisia. Troppo semplice.





Monica Wonka


Lina Bo colpisce ancora: e se il prossimo plastico lo facessimo di cioccolato fondente?


peronalizzazioni dei codici compensi

SENTITE QUESTA: poichè non mi possono pagare mi hanno datto che la colpa non è loro ma del fatto che (CITO TESTUALMENTE, errori compresi)
"con la nuova versione della procedura cia, il modulo compensi, i codici che prevedono irap non genera il relativo mandato con la reversale collegata, per tanto si chiede di non generare compensi con irap in attesa che il cineca personalizi la suddetta procedura; seguirà comunicazioni per poter emettere compensi con irap.
Consulenza Cia

...

giuro, all'inizio ho pensato che fosse un referto medico o un'azione politica che l'università sta perseguendo (la mitica peronalizzazione, il nuovo movimento emulo di peròn), le mie sinapsi hanno impiegato una mezza giornata a tradurre peronalizzazione in personalizzazione. per capire il resto impiegherò di conseguenza alcune settimane. Ma mi sembra di percepire una nota tartufata...in lontananza...NUN TE PAGO !!!!!!!!!





Big Babol: the video


So che stavate aspettando questo momento con trepidazione. Siamo lieti di annunciarvi la pubblicazione del video che immortala la prima competizione di Big Babol Bubble. Partecipanti: Massimiliano, Rem, Momica e Denise. Il video pesa un po', circa 2,5 Mb, ma ne vale la pena.
Eccovi il video.
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Big babol contest


Ieri entrando nello studio si avvertiva un profumo strano, di frutta, ma sintetica, come di fragola, ma di una varietà non esistente in natura. Indagando è saltato  fuori che Denise si era comprata una confezione di bigbabol. Immediatamente è avvenuta la spartizione e con un lavoro energico di mandibole siamo tornati tutti bambini.
Si è scatenata la competizione: la bolla più grande, lo schiocco più rumoroso, il risucchio più elegante, la superficie facciale  più ampia ricoperta da bolla scoppiata.
Era da secoli che non mangiavamo le big babol e mi è venuta in mente la canzone Cinnamon dei Offlagadiscopax. Anche le bigbabol per un po’ sono scomparse dalla circolazione, forse non incontravano più i gusti divenuti ormai esigenti di adolescenti e adulti in cerca di un modo di lavarsi/sbiancarsi/profumarsi dentature macchiate fuori pasto.
Masticando mi sono reso conto che, a differenza delle stitiche vigorsol o delle piatte brooklyn, le bigbabol richiedono impegno e concentrazione: non si può fare altro mentre si mastica ed è impellente fare le bolle. Certo quando si è piccoli non si ha il problema di togliere la gomma appiccicata alla barba, al massimo dai capelli, come è successo a me da piccolo più volte (non so voi, ma io andavo a dormire con la gomma in bocca e poi era sempre una sorpresa – per mia madre – scoprire al risveglio che fine avesse fatto.
Comunque, subito ci siamo scatenati in una accesa competizione dalla quale è uscita vincitrice Momica anche perché ha inventato lì per lì una nuova categoria agonistica: il lancio a lunga gittata (involontario) di gomma.
Abbiamo le prove, un fantastico video.
Rimanete collegati, a presto su questo sito.



Lezione di bricolage #1


Sicuramente vi sarà capitato di dover togliere dei fisher dalle pareti e, vista la difficoltà, avrete optato per:
  1. lasciare il tutto in preda a una crisi di nervi e chiamare un muratore.
  2. stuccare buco e fisher e dare una bella mano di tinta coprente.
  3. nascondere il buco con adesivo/quadro/orologio a parete.
Oggi vi insegnamo come riuscire nell'impresa usando attrezzi reperibili in una normale cucina casalinga, quardate il video.



Benzina

Questa mattina eravamo dal benzinaio quando dalla pompa è uscito uno spruzzo traditore di benzina che ha bagnato completamente Massimiliano.
Infradiciato e incazzato nero, ci siamo rimessi in macchina per tornare a casa e lì, l'odore di benzina ha riportato a galla un ricordo dell'infanzia.
Da piccolo impazzivo per l'acqua minerale frizzante. Forse perchè era una novità o perchè a casa mia non se ne beveva, fatto sta che ogni volta che la avevo a portata di mano ne bevevo a sazietà.
Un pomeriggio, erano forse le 3, le ore della sonnolenza post-pranzo, stavo perlustrando lo stanzino di casa quando trovai una bottiglia di vetro verde senza etichetta. Per me la bottiglia verde era sinonimo di acqua frizzante e non ci pensai due volte. Aprii il tappo di gomma e diedi una bella bevuta. Sul momento non ci feci molto caso ma aveva un sapore oleoso e, sicuramente, non era acqua frizzante.
Dopo un po', iniziai a sentire nausea e a provare giramenti di testa. Aspettai un po' prima di avvisare mia madre che non mi stavo sentendo proprio bene, ma senza dirle che avevo bevuto dalla bottiglia, tutto sommato mi sembrava di aver fatto qualcosa che non dovevo. Ricordo che mia madre mi fece camminare su e giù sul balcone di casa, per prendere aria fresca, magari fosse solo cattiva digestione. E ricordo che mi diede anche una caramella-ripienadigomma, per la quale impazzivo ma che al momento non gustai come volevo, anzi dovetti sputare subito.
Insomma, alla fine mi decisi a rivelare a mia madre che la causa del malessere era l'"acqua" che avevo bevuto.
È stato allora che i miei hanno capito che mi ero scolato della benzina che mio padre teneva nel ripostiglio.
Scoppiò il panico! Da quel momento in poi il mio ricordo assume la forma e il montato di un film di Doris Day (mia madre è molto dorisday, anzi ad essere precisi è una dorisday ibridata con una delle protagoniste più estreme che vi vengano in mente dei film di Almodovar): lo schermo si divide in due finestre, una in basso a sinistra e l'altra in alto a destra, con all'interno mia madre e il dottore che parlano al telefono.
- Dottore, mio figlio si è appena bevuto della benzina.-
- Mi dica, signora, in quale quantità?-
E mia madre rivolta a me - Quanta ne hai bevuta?-
- Solo un sorso. - faccio io.
E lei al dottore - Un mezzo litro. -
- Non si preoccupi, signora - fa il medico - Gli faccia bere almeno due litri di latte e se non migliora lo porti al pronto soccorso.-
Riscoppò il panico! In casa era finito il latte. Mio padre uscì di corsa e dopo una decina di minuti tornò con queste quattro piramidi di latte intero che mi costrinsero a bere.
Risultato: tempo due minuti e iniziai a vomitare come una fontana. Insomma, mi avevano fatto una lavanda gastrica a base di latte intero, non so se fosse proprio la profilassi più corretta ma sembrò funzionare.
Dopo una mezz'oretta mi ripresi quasi del tutto e l'unica cosa di cui veramente mi dispiaceva era il non essermi goduto la caramella-gomma, pensa tu.
La cosa è finita lì, mi sono trascinato per un po' la battuta che mia cugina faceva ogni volta che mi vedeva "Hai fatto il pieno oggi?" e per qualche anno non ho più bevuto acqua frizzante, anzi, tutt'oggi non la bevo, sarà per quello?



Best list 2005

Alla fine dell'anno ci si ritrova sempre a tirare le fila dei mesi trascorsi. Non ci potevamo sottrarre e, quindi, abbiamo stilato la nostra BEST LIST 2005 divisa per categorie.

Architetti
Rem: Marco Casamonti (pura lecchinaggine, magari ci passa un lavoro...);
Peter: Soleri;
Denise: Maurice Nio (pura lecchinaggine, magari ci passa un lavoro...);
Massimiliano: Camillo Botticini.

Supereroi
Massimiliano: Jack Jack;
Rem: Batman (ma quello di Batman Begins che gli altri non mi piacciono);
Denise: Wonder Woman (perchè si possono comprare le vecchie puntate).

Cantanti
Denise: Ornella Vanoni; Giorgio Gaber;
Rem: Antony, Sufjian Stevens;
Massimiliano: Antony; tutti quelli dell'etichetta Aiuola Records.

Canzoni
Peter: Hang up (Madonna);
Massimiliano: La distanza (Northpole);
Rem: We hate it when our friends become successful (Morrisey), For today I'm a boy  (Antony and the Johnsons), John Wayne Gacy Jr (Sufjian Stevens);
Denise: Senza paura (Ornella Vanoni).

Frasi fatte
Rem: "Mi dissocio";
Denise: "Mbuco";
Massimiliano: "Mo mi metto a timbro";
Peter: "Porco zio, questo c**zo di telefono!"

Architetture
Rem: biblioteca di Seattle (OMA);
Massimiliano: Museù da musica (OMA);
Peter: IIT di Chicago (OMA);
Denise: trasponde (Ippozone).

Siti web
Massimiliano: Flickr
Rem: tutti i blog il cui nome inizi con una lettera compresa tra A e S;
Denise: Atlante italiano;
Peter: Flickr.

Primi piatti
Rem: spaghetti con le cozze;
Peter: pasta, olio e parmigiano;
Denise: la piadina;
Massimiliano: kebab di via Ravenna;

Trasmissione televisiva
Peter: tutti i programmi della tv satellitare KIKA;
Massimiliano: Il grande Talk;
Rem: Amici di Maria de Filippi, Le invasioni barbariche;
Denise: la pubblicità.

Mobili
Peter: divano;
Massimiliano: libreria;
Rem: sedia;
Denise: la cassettiera di mia zia buttata fuori dalla finestra.

Colore
Massimiliano: verde acido;
Rem: rosso mattone;
Denise: verde acqua;
Peter: verde.

Abbigliamento
Denise: camicie dei cinesi;
Peter: la mutanda brasiliana;
Rem: i mini slip;
Massimiliano: maglietta monocolore a maniche lunghe (maglietta in cachemire Hvana, ma è un sogno perchè costa troppo...).









Auguuuriiii


AUGURI DI BUON ANNO da
Peter, Denise, Rem e Massimiliano.



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